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Frattesi: «Ho il vizio del gol, ma al Sassuolo serve anche equilibrio»

Andrea Fratti

«Davanti abbiamo giocatori formidabili e Scamacca è il più forte in Italia. Segnare alla Juve una gioia pazzesca»

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Andrea Fratti

Nessun dubbio, Davide Frattesi è una delle rivelazioni di questa prima parte del campionato di Serie A, tanto che molti grandi club hanno già messo gli occhi addosso al giovane centrocampista neroverde. Dopo varie peregrinazioni in prestito in squadre di Serie B, il Sassuolo lo ha riportato a casa, scommettendo su di lui, con l'intenzione di regalare a mister Dionisi un rinforzo duttile per la linea mediana. E Frattesi, fino ad ora, non solo non ha deluso, ma ha sorpreso tutti, tanto da conquistare stabilmente una maglia da titolare, confermandosi tra presenze maiuscole, chilometri di corsa, inserimenti devastanti e gol pesantissimi. Soprattutto da mezzala nel centrocampo a 3, il giovane neroverde riesce ad esprimersi al meglio, trovando quegli spazi in cui lui naturalmente si lancia, alla caccia della rete: “Quando ero piccolo volevo sempre segnare e questo mi è rimasto dentro. Mister Dionisi mi chiede anche di difendere, perché abbiamo una squadra con tanti giocatori forti a livello offensivo e, in effetti, davanti abbiamo tanta qualità, con giocatori formidabili; serve qualcuno che dia equilibrio e che corra anche per loro, perché è necessario per vincere poi le partite”. Il vizio per il gol è innato, ma la marcatura contro la Juve gli rimarrà nella memoria come qualcosa di unico: “È stata un’emozione indescrivibile segnare alla Juve, soprattutto pensando mio nonno Carmine, che era un tifoso juventino sfegatato. Ho pensato subito a lui: chissà cosa mi avrebbe detto, forse mi avrebbe insultato”. La crescita di Frattesi in terra emiliana sta procedendo a grandissima velocità, favorita anche dalla presenza nel gruppo neroverde di tanti altri giovani di belle prospettive. Nel reparto offensivo, Frattesi non ha dubbi su chi sia il migliore: “Gianluca (Scamacca ndr) è l’attaccante italiano più forte; io sarò anche di parte, perché lo conosco da tanto tempo e siamo molto amici, ma le qualità che vedo in lui non le trovo negli altri. Spesso lo rimprovero, perché gli dico che dovrebbe essere più cattivo; lui, infatti, è uno che potrebbe segnare almeno un gol a partita, se solo lo volesse. Anche lui deve lavorare su degli aspetti, a partire dai lati caratteriali, ma sono sicuro che sarà l’attaccante della Nazionale per parecchio tempo”.

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