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Giovanni Guidetti riporta Modena sul tetto del mondo

Giovanni Guidetti riporta Modena sul tetto del mondo

Impresa del tecnico che batte Conegliano e guida il Vakifbank Istanbul al quarto trionfo nella rassegna iridata per club

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Agli amici, a quelli che lo hanno sempre ritenuto semplicemente “il migliore”, lo aveva promesso quasi sottovoce qualche mese fa, subito dopo una delle sconfitte più dolorose della sua carriera: “la prossima volta, se avremo un’altra possibilità”, non finirà così. Verona, correva il giorno 1° maggio dell’anno di grazia 2021, “Gio”, così lo chiamano quelli che gli sono vicini, sedeva quasi incredulo sulla panchina del suo Vakifbank. Qualche minuto prima la sua squadra era arrivata ad un passo dalla grande impresa, battere Conegliano e conquistare la Champions League. Sul 7-3 di quel tiebreak, però, una palla maledetta affidata da Ognjenovic a Gunes finì fuori. L’inizio della fine: al resto pensò Paola Egonu, che scrisse nel suo personalissimo tabellino “40” distruggendo in pochi minuti quella che era stata la partita perfetta delle rivali.

Sette mesi e 18 giorni dopo, Guidetti ha mantenuto la sua promessa: Ankara, 19 dicembre, finale del Mondiale per Club 2021, 10mila spettatori impazziti a sostenere le “furie gialle” del Vakif, non a Istanbul, ma pur sempre in Turchia, quindi, fattore campo straordinario, con tanti saluti al Covid. Una marea gialla e nera a esaltare la svedese Haak, la brasiliana Gabi e tutte le guerriere di quel tecnico italiano nato pallavolisticamente nell’Invicta San Faustino e ora non più secondo a nessuno. Nemmeno a Conegliano, per l’occasione targata Prosecco, e tanto meno a Paola Egonu. 35 stavolta i punti della formidabile Marziana di Conegliano, ma non sono bastati perché Guidetti ha costruito una squadra fantastica quanto la Egonu.

Match da tramandare ai posteri: Guidetti e il Vakifbank avanti di un set e sul 19-19 nel secondo, ma si va sull’1-1, poi ancora avanti 2-1 e di 3 nel quarto parziale (11-8), ma ancora non basta. Si va al quinto set, proprio come a Verona nella finale di Champions League. Un tiebreak ben diverso, a senso unico che si conclude sul 15-7 sull’attacco out di Sylla.

Guidetti libera la sua gioia, tutti lo abbracciano e tutti vorrebbero abbracciarlo: i colleghi dello staff lo lanciano giustamente in trionfo.

Alla fine lui trova la forza per ringraziare tutti: «Una vittoria non mia, ma di tutto il VakifBank, una squadra e una società meravigliosa, volevamo che questo giorno arrivasse, ce l’abbiamo fatta. Dedico questa vittoria a tutti quelli che mi vogliono bene e alla mia famiglia, a mia moglie, mia figlia, a mia madre e mio padre che non si sono persi mai una mia finale».

Da Modena, commosso, risponde al telefono di casa Guidetti il padre Adriano, altra leggenda della pallavolo mondiale che commenta così la nuova impresa del figlio: «Sono felice per Giovanni perché aveva preparato le ragazze per vincere questo mondiale di club. È riuscito a formare un gruppo unitissimo che ha dato l’anima anche nei momenti difficili: la loro prestazione, oltre che esaltante è stata anche commovente. Sono contento anche per il fatto che ha vinto la pallavolo modenese, perché Giovanni porta avanti la nostra idea di pallavolo».

E ora avanti con le prossime sfide, perché di vincere non ci si stanca mai e poi c’è ancora un conto da saldare in Champions League: arrivederci Conegliano, ci si rivede al prossimo straordinario duello.

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