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Una Green Warriors indomabile: rimonta, poi si inchina a Marsala

Fabio Rossi
Una Green Warriors indomabile: rimonta, poi si inchina a Marsala

Partita dalle mille emozioni alla Consolata: esordio di Moneta tra le sassolesi Bracci debutta sulla panchina delle siciliane e le porta subito alla vittoria

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Fabio Rossi

Fortunato chi c’era, perché ha vissuto un lungo pomeriggio ricco di emozioni forti: entri al PalaConsolata e vedi sullo sfondo un Campione con la “C” maiuscola davvero: Marco Bracci. Se ne sta lì ad aspettare l’ingresso sul parquet delle sue nuove allieve, lo sguardo è di quelli già visti, una dieci, cento volte, quando sollevava la manica della maglietta della Daytona e poi faceva a pezzi le difese avversarie. A tradirlo è stata la nostalgia di quel mondo sotto rete da cui staccarsi è impossibile o quasi.

Per lui una nuova mission: trasformare in una squadra spesso vincente Marsala e, purtroppo, il “numero 8 per sempre”, inizia a farsi capire molto bene dalle sue ragazze. Marsala, che di modenese ha anche le valide Scacchetti e Pistolesi, accontenta il suo nuovo tecnico e dopo oltre due ore e 20 minuti di battaglia esce vincitrice dal match per 16-14 al quinto set.

Onore al merito, perché le ospiti non hanno davvero tubato nulla, anzi sul 2-0 tutto faceva pensare a una pratica archiviata anche più in fretta, cioè in tre set. Sarebbe andata sicuramente così se dall’altra parte della rete non ci fosse stata una Green Warriors che pare specializzarsi in miracoli: ne ha compiuti sei consecutivi in poco più di un mese, risollevandosi dopo un inizio di campionato incerto, il settimo non le riesce davvero per un’inezia, cioè per quel classico pallone che, parole di Marco Bracci, “cade dove vuole cadere, decreta un vincitore, ma non dichiara sconfitta la squadra che esce aritmeticamente battuta dal match”.

Può sembrare paradossale, ma proprio nel giorno in cui le Green Warriors scoprono di nuovo il significato della parola sconfitta, dimostrano tutta la loro grandezza, come squadra e a livello individuale.

La partita. Partiamo allora da quel 6-0 per Sassuolo iniziale che, purtroppo, invece di esaltare le padrone di casa, le fa invece uscire dal match: due urla del nuovo coach scuotono Marsala che con Felisa su tutte inizia a dettare legge in ogni fondamentale. Gli errori delle padrone di casa fanno il resto e dopo una quarantina di minuti i tifosi al seguito di Marsala già pregustano un bel 3-0 con cui tornarsene in Sicilia. Trend confermato anche nel terzo parziale quando coach Venco, non ancora abilitato a fare miracoli, ha già tolto Rasinska, non nella sua migliore giornata, inserendo Zojzi, che invece non demerita affatto.

A completare la giornata dei debutti, Sassuolo celebra quello di Serena Moneta, posto 4 arrivato appena 48 ore prima e che ha l’ingrato compito di sostituire Dhimitriadhi, dietro alla panchina in stampelle ad incitare le compagne: i numeri non sono esaltanti (7 punti, 18% con 6 su 33 in attacco, 4 errori in ricezione), ma in campo la ragazza ci sa stare e contribuisce alla incredibile riscossa che scatta proprio quando il “game over” sembra dietro l’angolo. Marsala si porta avanti nel terzo parziale anche 19-15, ma non ha fatto i conti con il cuore e il coraggio di una indomabile Green Warriors.

Gardini è sempre una delizia per gli occhi per la naturalezza con cui rende facili le cose più difficili (altro “trentello” per lei alla fine), Busolini e Civitico alzano il muro (ben 16 di squadra) e la partita gira d’incanto: 2-2. Si va al tiebreak, Sassuolo lo inizia meglio, 10-8, Marsala conquista tre match ball, 14-11, tutti annullati dalle padrone di casa che si arrendono sulla battuta in rete di Moneta (14-15) e su un pallone difeso che cade a terra (14-16) senza che nessuno tenti il contrattacco.

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