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Ceci pronto per la sua settima “Dakar” «Io e Amos vogliamo salire sul podio»

Claudio Flori
Ceci pronto per la sua settima “Dakar” «Io e Amos vogliamo salire sul podio»

Il prignanese copilota navigatore sul Can Am X3 del South Racing: «Grande concorrenza, ma ci sentiamo competitivi»

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Claudio Flori

Giusto il tempo di festeggiare il Natale ed è partito alla volta della nuova avventura in Arabia Saudita. Stiamo parlando del campione prignanese Paolo Ceci che, una volta atterrato a Jeddah , si presenterà alle verifiche operative del grande raid per eccellenza ovvero la Dakar. Sarà questa del 2022 la 44ª edizione da quando il francese Thierry Sabine la inventò nel 1979 col nome Parigi Dakar. Poi una serie di edizioni che si concludevano sempre nella capitale del Senegal ad eccezione del 1992 quando attraversò tutto il continente africano per giungere a Città del Capo in Sudafrica. Nel frattempo non sono mancate edizioni nefaste dove tra l’altro perse la vita in un incidente in elicottero lo stesso Sabine e in moto anche il campione toscano Fabrizio Meoni, ma il grande raid avventura per moto, auto, camion, quad e prototipi continuò in Africa fino al 2007. L’edizione 2008 fu annullata a poche ore dalla partenza causa guerre che pregiudicavano i requisiti minimi di sicurezza. L’anno successivo la decisione di trasferire la grande corsa in Sudamerica e tra Argentina, Cile, Bolivia e Perù furono organizzate prove fino al 2020. E proprio tra queste, per ben 5 volte, Paolo Ceci motociclista è stato protagonista, prima da gregario poi da pilota ufficiale HRC, “sacrificandosi” per trainare al traguardo il suo compagno di squadra ancora in lizza per la vittoria rimasto in panne.

Terminando tutte le edizioni con grandi soddisfazioni, Ceci è entrato a far parte dei “Dakariani”, cioè quella ristretta cerchia di piloti che hanno partecipato e sono giunti al traguardo finale.

In seguito Ceci continuò cimentandosi sempre in moto all’altro grande raid Africa Eco Race che ripercorre in parte quella che era l’originale Dakar in Africa. Dopo il 3° al primo anno la vinse l’anno successivo e poi il desiderio di cambiare lo portò a fare questa avventura con il quattro ruote con a fianco la moglie Sara Bioli prima e con l’amico Stefano Pelloni poi. Ma nel 2020 arriva la chiamata per fare da copilota al principe qatariota Khalifa Al Attiyah a bordo del side by side Can Am per quella che sarà la prima Dakar in Arabia Saudita a gennaio 2021. Il prignanese non si lascia sfuggire l’occasione di tornare al grande raid e ancora una volta anche grazie alle sue grandi doti di buon navigatore - nonostante qualche problema di forature - portano al termine tra i top ten la Dakar. Il 2021 per Ceci è poi proseguito con alcune gare vinte nel campionato italiano Cross Country Rally su SSV Can Am del team RT73 e con pilota Carlos Checa per poi tornare alla South Racing a fianco di Eugenio Amos, formando un equipaggio tricolore per il mondiale. Campionato poi concluso al 2° posto.

Ceci si accinge a partecipare alla settima Dakar personale, la seconda in Arabia Saudita. Ancora una volta ricopre il ruolo di copilota navigatore a bordo del Can Am X3 della South Racing numero 405 guidato da Eugenio Amos. Saranno al via di nuovo all’insegna dei colori del tricolore italiano. Ceci, prima di partire, ha confermato «di essere orgoglioso di rappresentare l’Italia in questa corsa mondiale».

Con il cambio di pilota ha trovato differenze?

«Sì, in primis la lingua e poi con Amos - che si è dimostrato molto veloce - si è creato un rapporto professionale ma anche di amicizia. Ha la qualità di ascoltarmi tanto e questo fa di noi un vero equipaggio».

Obbiettivi per questa Dakar 2022?

«Il podio tra i SSV della nostra classe T4, poi giorno dopo giorno vedremo...».

Sarà ancora l’accoppiata Jones-Gulgelmin l’equipaggio da battere, visto che vi ha preceduto anche nel Mondiale?

«I favoriti sono loro, ma al via ci sono tanti altri equipaggi competitivi. Noi penseremo ad essere un vero equipaggio perché queste gare si vincono se si fa “squadra”».

Con i problemi della pandemia come farete?

« Una volta arrivati con tanto di tampone negativo si entra nella bolla sanitaria solo per i partecipanti e addetti ai lavori, poi ogni tre giorni faremo il tampone».

Come sarà questa Dakar?

«C’è la volontà di far emergere la sicurezza, quindi le tappe saranno più navigate».

Domani sarà il giorno delle prove con lo shakedown, poi il tempo di festeggiare la fine dell’anno e il 1° gennaio scatterà la gara vera e propria da Jeddah. Una Dakar 2022 con le sue 13 tappe e solo una di riposo il sabato 8 gennaio nella capitale di Riyadh per poi finire di nuovo a Jeddah dopo 8375 km di cui 4258 a cronometro nelle prove speciali. Il tutto tra i deserti e la marea di sabbia dove sarà importante trovare la traccia giusta per giungere al traguardo finale.

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