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Il Greg “imprenditore” «Le mie competizioni si prendono cura dell’acqua del mare»

E.B.
Il Greg “imprenditore” «Le mie competizioni si prendono cura dell’acqua del mare»

La società di Paltrinieri organizza le gare in luoghi suggestivi «Pedalò al posto dei motoscafi, no alle bottiglie di plastica»

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Nuotare in acque libere dopo anni passati in piscina può cambiare la vita. O almeno può modificarla. Ne sa qualcosa Gregorio Paltrinieri, il campionatissimo carpigiano, che da anni ha inseguito un obiettivo. Quale? Quello di dedicarsi, appunto, al nuoto in acque libere. I risultati sportivi sono stati solo una conseguenza, merito dell’impegno e delle doti eccezionali dello sportivo in forza alle Fiamme Oro.

Pur mantenendo un piede nell’amata piscina, Greg si è concentrato su questa specialità. Lo ha fatto scoprendo un mondo nuovo non solo per quanto riguarda il puro aspetto della competizione. Paltrinieri, lo ha raccontato lui stesso, ha deciso di lanciarsi in una nuova avventura. Quella che lo ha portato a trasformarsi in imprenditore e a dare vita alla Dominate the water. Di cosa si tratta è presto detto, a spiegarlo è stato Paltrinieri al Corriere della Sera.

Lo stesso Paltrinieri che, prima di entrare nel dettaglio, tiene a specificare: «Nuotare in acque libere ti dà un senso di libertà incredibile». Il merito, crediamo e a breve troveremo pure conferma, è principalmente della location che ti accoglie, che questa sia il mare o un lago: «Esattamente. Poi oltre alla libertà, lo sport è in grado di regalare una buona dose di visibilità. Per questo ho deciso, tramite Dominate the water, di organizzare delle competizioni in acque libere all’insegna della sostenibilità. L’idea è di un paio di anni fa e posso godere della collaborazione di un amico (che è anche dirigente della Federnuoto) oltre che della società Dao».

Competizioni sostenibili, la questione è interessante: «Dovete sapere che anche le gare di nuoto inquinano. I casi in questo senso si sprecano, per esempio come in Formula 1 dobbiamo fare rifornimento, dobbiamo alimentarci in un qualche modo. Sarebbe impossibile nuotare per dieci chilometri senza avere la possibilità di bere. E per bere ci vengono passate delle bottigliette di plastica che, poi, gli atleti lasciano lungo il percorso di gara. Ovviamente ci sono gli addetti che passano a raccogliere, ma qualcosa può sempre sfuggire. Inoltre, per motivi di sicurezza, siamo seguiti da una serie di barche a motore, anche in questo caso è necessario ci siano certi controlli».

Ed ecco, invece, quali sono le novità che la Dominate the water porta in dote: «Nelle nostre competizioni vengono consegnati dei bicchieri biodegradabili che, comunque, vengono ugualmente recuperati. Inoltre non sono utilizzate delle imbarcazioni a motore, al loro posto ci sono più canoe, sup (variante del surf in cui si sta in piedi su una tavola, ndr) e pure pedalò. Il tutto, facile intuirlo, nel massimo rispetto dell’ambiente. Inoltre ci siamo adoperati per organizzare le gare negli scenari più belli della nostra Italia. Fidatevi, gareggio all’estero e spesso mi trovo in luoghi veramente brutti. Qui gli atleti hanno nuotato in Sardegna e in Toscana oppure, ed è stato fantastico, a Positano. Lo hanno fatto rispettando le acque e l’ambiente che circondava loro e i tifosi».

E.B.

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