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La pallavolo nel Dna di famiglia Il padre Eric sfidò la Panini nella finale di Coppa Campioni

Fabio Rossi

In campo un vincente di natura, era uno dei punti di forza della squadra francese del Frejus avversaria di Modena nel 1990 Ervin Mvp dei Giochi di Tokyo 

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Fabio Rossi

Prima venne lui, Eric, poi toccò a loro, Earvin e Swan: se c’è una famiglia che può ben dire di avere la pallavolo nel suo Dna, è sicuramente quella dei signori N’Gapeth, cognome diventato poi oggi di uso comune come Ngapeth.

Una favola davvero, quella di questi tre signori, rispettivamente padre, Eric, nato a Douala, in Camerun, e figli, Earvin e Swan, loro francesissimi anche di nascita.

A lasciare il segno nella storia del volley iniziò papà Eric: classe 1959, in campo fu un ottimo giocatore, esplodendo nel Frejus dove conquistò cinque scudetti e quattro coppe di Francia nella seconda parte degli Anni Ottanta. La carriera, Eric, la chiuse di lì a poco nel Cannes, ma a Modena lo ricordano bene perché sfidò con la maglia del Frejus la Panini, allora griffata Philips in quella che è una data passata alla storia: 11 marzo 1990. Gran squadra quella, con Fabianì a palleggiare, Gratton a tirare molto, ma molto forte, poi ancora Hoag, Attià, Mazzon: poco ci mancò che proprio quel Frejus negasse la gioia della prima Coppa dei Campioni al commendator Panini, arrendendosi solo dopo cinque memorabili set nella finale giocata ad Amstelveen, in Olanda.

Il signor Eric Ngapeth si dedicò poi alla carriera di allenatore, cosa che gli è sempre riuscita molto bene. Da coach del Camerun può vantare l’oro ai Giochi Africani 2001, poi tanta Francia e due scudetti, con Stade Poitevin e Tours. Da lì l’approdo in Russia a Kemerovo nel 2013/14, da cui si separò prima della fine della stagione. Il suo nome circolò anche a Modena, dove però è venuto finora solo da spettatore e senza poter vedere giocare i figli il 26 dicembre scorso.

Da Eric a Earvin: 30 anni, semplicemente un fenomeno che da buon primogenito ha ereditato tutti i geni della classe del padre. Di lui tutto si è detto e scritto, il titolo di “Mvp” degli ultimi Giochi Olimpici di Tokyo è però quello che più rende l’idea di quanto Earvin sia un giocatore a dir poco spaziale nella pallavolo di oggi.

Modena, dove sta giocando la sua sesta stagione in maglia gialloblù, è diventata ormai la sua seconda casa dopo i tre anni passati a Kazan. E a Modena arrivò, quasi inatteso e per una circostanza imprevedibile nel febbraio 2014 dopo una prima esperienza in Russia, a Kemerovo che si interruppe bruscamente.

Swan, classe 1992, ha il talento e la classe di famiglia, grande elevazione, con cui compensa i 185 cm di altezza. Anche per lui scudetto col Tours e tre coppe di Francia. In Italia ha giocato a Latina e Vibo, ma hla sua prima squadra in SuperLega fu proprio Modena, col fratello Earvin nella stagione 2016/17, quando con coach Piazza in panchina conquistò la Supercoppa Italiana. Ed ora non resta che attendere: chissà chi sarà in famiglia a continuare la “Ngapeth dynasty”.

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