GENOA
Stefano Aravecchia
REGGIO EMILIA. Anno nuovo, soliti vizi: come nel 2021 il Sassuolo regala punti alle “piccole”. Stavolta a beneficiarne è il Genoa che, come all’andata, strappa un pareggio ai neroverdi. Ferrari e compagni hanno fatto la partita, producendo 28 conclusioni e un solo gol, una media troppo bassa che evidenzia limiti di concretezza. La difesa invece si è fatta sorprendere nel primo, ed unico, tiro nello specchio del Genoa in tutta la partita. A Dionisi mancavano nove uomini, fattore che non va dimenticato, ma per quel che s’è visto in campo il Sassuolo poteva e doveva far suoi i tre punti per riscattare lo 0-3 nel derby col Bologna e rilanciarsi in classifica. Comunque ci si sforzi di vedere il bicchiere, alla fine il pareggio sa di ennesima occasione persa della stagione contro formazioni di caratura inferiore.
SUBITO SOTTO
Il Sassuolo non perde l’abitudine di farsi male da solo, subendo gol alla prima azione degli avversari. Anche col Genoa il copione viene rispettato: dopo un pasticcio difensivo premonitore, al 6’ Destro fa centro di tacco. Un gol neanche quotato visto che, appena vede maglie neroverdi, il 30enne attaccante di Ascoli va a segno con implacabile continuità. Una sentenza. Gol capolavoro il suo, ma Sassuolo troppo molle nell’approccio. Vero che le nove assenze, in particolare quelle di Scamacca e Frattesi, hanno complicato e non poco il compito di mister Dionisi, altrettanto vero che l’avversario è un Genoa penultimo della classe, fragile a livello mentale e alle prese con una mezza rivoluzione sul mercato. Lo svantaggio iniziale inasprisce l’atteggiamento remissivo dei grifoni che si rintanano ancor più all’indietro, chiudendo ogni spazio pronti a ripartire. Ovvero lo scenario più indigesto al Sassuolo, abilissimo quando può sviluppare la sua manovra, molto meno quando deve trovare soluzioni a difese schierate. Berardi e Raspadori faticano a trovare palloni giocabili per innescare l’unica punta Defrel, che di suo ci mette poco per non far rimpiangere Scamacca. Kyriakopoulos schierato da esterno alto spinge sulla sinistra in modo generoso ma disordinato, Berardi calcia solo dalla distanza palesando nervosismo dopo la mancata concessione di un rigore al 43’. Il possesso palla che sfiora l’80% è una consolazione da poco per un Sassuolo dominante ma inconcludente. In definitiva la cosa più bella del primo tempo è uno stop dalla panchina di Shevchenko che strappa applausi bipartisan.
BERARDI C’É
Dopo l’intervallo, ripartenza sprint del Sassuolo: Defrel tutto solo davanti a Sirigu si divora incredibilmente il pareggio tirando addosso al portiere, sulla ribattuta se possibile fa peggio calciando sull’esterno della rete. E’ il preludio al pareggio firmato dall’unico, vero insostituibile di questo Sassuolo: Domenico Berardi. Che si avventa su una palla vagante in area, scaricando rabbiosamente a rete di mancino. Per lui nono gol stagionale e il 50° realizzato al Mapei Stadium. Il Sassuolo spinge, vuole vincere (e lo meriterebbe), Berardi spaventa ancora Sirigu dalla distanza, poi Defrel si mangia un altro gol calciando alle stelle da due passi, mentre il Genoa prosegue imperterrito col suo atteggiamento passivo. Che non cambia anche quando entrano Pandev e Caicedo. Per l’ultimo assalto Dionisi getta nella mischia il debuttante Samele, classe 2002, al posto del deludente Defrel nella speranza che il ragazzino peschi il jolly. Ma il muro innzalzato dal Genoa resiste per un punto che accontenta Shevchenko. D’altronde con un solo tiro nello specchio in 94 minuti il tecnico ucraino non poteva certo pretendere di più. Con questo pareggio il Sassuolo sale invece a quota 25 rimandando ulteriormente il decollo al Mapei Stadium, dove finora ha colto i tre punti solo con Salernitana, Venezia e Lazio.
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