Vignolese, quel bunker da record In trasferta non ha mai perso
La formazione rossoverde condivide il primato anche con Atalanta e Ajax Giardina: «Il sacrificio è nel nostro Dna insieme alla grande fase difensiva»
Gabriele Canovi
Vignolese come... Atalanta e Ajax. Un paragone da fantascienza, certo, ma legittimato da un curioso dato statistico. I bergamaschi e i lancieri di Amsterdam sono le uniche due squadre dei top campionati europei ancora imbattute in trasferta. Record che appartiene anche alla Vignolese, unica squadra dei tre gironi emiliano romagnoli di Eccellenza che non ha ancora perso lontano dalle mura domestiche. Primato che, nel modenese, i rossoverdi condividono con La Pieve, sei vittorie su sei nel girone C di Promozione, con l’Atletic Cdr Mutina, con il Cimone e l’Audax Casinalbo del gruppo A di Terza, e con Mandrio e Limidi (Terza “B”).
Un rendimento da record a livello regionale che mister Salvatore Giardina prova a spiegare così: «Grande merito di questa imbattibilità va alla nostra fase difensiva. I soli tre gol subiti in otto trasferte legittimano l’enorme spirito di sacrificio che la squadra mette in campo ogni domenica. È nel nostro Dna: sacrificio, organizzazione e abnegazione sono caratteristiche che contraddistinguono da sempre la Vignolese».
Fase difensiva bunker ma non solo: «Credo che sia dovuto anche all’atteggiamento dell’avversario – continua il tecnico rossoverde – spesso in trasferta affrontiamo squadre che tatticamente giocano più a viso aperto, e questo ci permette di sfruttare a nostro favore il campo in ampiezza. Onestamente questo record mi dà anche un po’ fastidio: noi vogliamo sempre ricercare lo stesso atteggiamento, sia in casa che fuori».
L’altra faccia della medaglia è un reparto offensivo che stenta a decollare – quart’ultimo attacco del girone – e un rendimento casalingo sotto le aspettative (sette punti in sette gare). «Sicuramente abbiamo segnato poco rispetto alla mole di occasioni create – commenta Giardina – ci serve più coraggio e cinismo negli ultimi venti metri, senza, però, snaturarci. Quando giochiamo in casa gli avversari adottano atteggiamenti più attendisti, noi dobbiamo diventare più fluidi e veloci nel giro palla, ma soprattutto dobbiamo crescere dal punto di vista della mentalità, senza abbatterci di fronte a episodi avversi e sfortunati. Raggiungere questo tipo di equilibrio ci permetterebbe di fare un ulteriore passo in avanti, che sono sicuro sia alla portata di questo gruppo». Gruppo che finora sta volando, sorprendendo tutti: «Abbiamo fatto una buona prima parte di stagione – conclude l’ex calciatore – anche se c’è un pizzico di rammarico per qualche punto che abbiamo lasciato per strada, e questo ci dà stimoli aggiuntivi. Il bello del calcio è questo: il passato va subito archiviato e tutte le attenzioni sono sul presente. Girone di ritorno? Saranno undici partite piene di incognite e dall’enorme peso specifico, che incrementerà gara dopo gara. Questa pausa potrà sparigliare le carte sul tavolo, dal canto nostro c’è grande entusiasmo e voglia di riprendere».
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