Maxime Lopez: «La mia miglior stagione a Sassuolo» E Ferrari lo elogia
Numeri molto importanti per il 24enne francese, certificati dalle parole del capitano: «È prezioso anche senza palla»
Berardi, Frattesi, Raspadori, Scamacca… sono tanti i giocatori del Sassuolo che rubano la scena conquistando le prime pagine, d’altronde, da sempre sono i gol a rimanere impressi negli occhi e nella memoria degli spettatori. Eppure, dietro ai bomber ci sono pilastri, più o meno grandi, assolutamente necessari affinché una squadra si sostenga e funzioni. Sassuolo non fa eccezione e a centrocampo ha un giocatore che forse si nota poco, ma che sta progressivamente diventando il regista della manovra: il primo ad andare a prendere palla dai difensori e l’ultimo a servire gli attaccanti è Maxime Lopez. Passare da Marsiglia alla provincia emiliana non dev’essere semplice, eppure Lopez si è ambientato in fretta, tanto che, arrivato nell’estate del 2020, è rimasto in panchina ben poco ed alla prima stagione in Serie A ha collezionato 29 presenze. Sotto la guida di De Zerbi, ha trovato a Sassuolo una realtà calcistica ideale: palla a terra, fraseggio continuo, tecnica al potere, intensità preferita alla fisicità. Con mister Dionisi la maturazione è proseguita, tanto da imporsi come uno dei titolari inamovibili, giocando 20 gare sulle 21 (una l’ha saltata per squalifica), di cui per 19 volte è stato titolare (ed è stato sostituito solo una volta, all’87’). Domenica, contro l’Empoli, il classe ‘97 ha raggiunto le 50 presenze con il Sassuolo, dichiarando: “Mi sento molto bene quest’anno, credo sia il migliore da quando sono qui. Sono contento e voglio continuare così”. Capitan Ferrari lo ha certificato: “Maxime ha preso le chiavi del centrocampo e ci sta dando una grande mano, anche quando è senza palla”. Ritmo elevato, lucidità e tanta tanta regia, con i numeri che lo confermano: Lopez ha completato 1456 passaggi sui 1576 tentati, in pratica realizza un’ottantina di passaggi a gara, eseguendone bene il 92,4%. Mica male. La funzione di metronomo e il bisogno di bilanciare le scorribande di Frattesi lo costringono a rimanere più coperto ed è così che la voce marcature resta scarna: pochi gol, ma tutti pesanti, visto che le sue vittime italiane sono state Napoli, Fiorentina e Juventus. Nelle corde di Lopez non c’è solo la regia, a dispetto della stazza fisica, infatti, è uno dei primi ad aggredire l’avversario, mettendola sulla foga, tanto da risultare uno dei più “cattivi” del Sassuolo, con già 8 cartellini gialli. Imprecisioni, sbavature difensive, qualche blackout e tratti da migliorare ancora ci sono, ma nessuno ha più dubbi: dietro a questo Sassuolo ci sono i piedi e, soprattutto, il cervello di Maxime Lopez.
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