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a un anno dall’elezione 

Alberici: «Più vicini ai club La Prima anche di sabato...»

F.D.
Alberici: «Più vicini ai club La Prima anche di sabato...»

«Abbiamo cambiato il metodo di lavoro e ogni settore ha un referente preciso Gli anticipi non sono più un tabù, il Crer ora ha un peso. Vorrei riaprire il mercato»

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Ad un anno dalle elezioni che lo hanno decretato nuovo presidente del Crer, Simone Alberici continua nel suo percorso innovativo. L’immobilismo non fa certo per lui e per il suo gruppo di lavoro, che sta portando il calcio dilettantistico in una sfera sempre più organizzata e condivisa.

Presidente, se si guarda indietro ci dica tre novità che l’hanno resa orgoglioso.

«Abbiamo introdotto un nuovo metodo di lavoro con la suddivisione dei campionati tra i vari consiglieri e con il vice presidente vicario che si occupa anche di Calcio a 5, femminile ed E-Sport. Siamo così riusciti a darci un’organizzazione aziendale, con i delegati provinciali che si coordinano con noi e quindi c’è un contatto più stretto con le società. Mi piace poi pensare al rapporto che abbiamo creato con il Settore giovanile e scolastico e il valore che l’Emilia Romagna ha riottenuto a Roma: siamo una regione che vale e quel peso specifico ci è stato riconosciuto. Ma ci sono tante altre cose di cui sono soddisfatto».

Prego.

«Beh, l’unificazione del comunicato regionale credo abbia aiutato e semplificato la vita delle società così come l’uniformità che abbiamo dato a quelli provinciali. C’è poi l’aspetto economico: mi davano del visionario quando in campagna elettorale dicevo che puntavamo a stornare i costi di iscrizione per i campionati non conclusi. Ho avuto ragione io e alle società quei soldi sono stati restituiti o scontati».

Il Covid merita un discorso a parte. L’informazione su quel fronte è determinante per aiutare i club.

«Abbiamo realizzato un settore apposito sul nostro sito, diffondiamo in tempo reale le informazioni che ci arrivano, proviamo ad aiutare le società ad essere aggiornate. Ma lavoriamo in sinergia con la Regione: il Crer siede al tavolo con Coni, politica ed enti di promozione per analizzare lo stato dell’arte; per noi è importante esserci perché possiamo far valere la voce delle nostre associate».

Parliamo di calcio giocato: qual è stato la cosa più difficile dell’ultimo anno?

«Sicuramente gestire la complessa eredità numerica in Eccellenza con 42 squadre e la Promozione a 84. I format non erano modificabili, meglio avere gironi più piccoli ed infatti siamo in pari con le partite, ma è un dispiacere pensare che una delle tre vincenti del campionato di Eccellenza non potrà salire direttamente in D. Faremo un triangolare ma chi arriverà terza andrà agli spareggi nazionali insieme alla vincente del triangolare tra le seconde. Allo stesso modo per il prossimo anno vedo complicato aprire una finestra di ripescaggi dalla Promozione».

Ma con tutti questi impegni istituzionali riesce ancora a fare l’avvocato?

«È molto impegnativo ma organizzandomi ancora riesco».

E sui campi di calcio riesce ad andare?

«Poco, molto poco. Oggi (ieri) andrò però a vedere la semifinale di Coppa Corticella-Salsomaggiore».

A proposito di Coppa: il nuovo format della “Minetti” sembra essere apprezzato.

«Secondo me abbiamo resa la coppa più interessante e spettacolare con gli scontri diretti. E infatti in semifinale ci sono due squadre di Eccellenza e due di Promozione».

Con lo slittamento dei campionati slitterà anche la fine o pensa agli infrasettimanali?

«Il Crer sta ragionando solo sui turni domenicali e qualche infrasettimanale per i recuperi o nei campionati più numerosi di Seconda e Terza che sono più indietro. Valuteremo con la Romagna perché hanno esigenze di lavoro con l’apertura della stagione balneare e non possiamo andare troppo in là con la stagione».

La sperimentazione delle partite al sabato per la mancanza di arbitri come sta andando?

«Abbiamo trasformato un problema in opportunità. Gli arbitri sono stati in difficoltà numerica per vari motivi e si è scelta una strada con gli anticipi. Non nego che in futuro mi piacerebbe inserire qualche partita al sabato anche per Prima e Seconda, ma ne parleremo».

Ecco, il dialogo rimane una delle sue parole chiave.

«Credo sia giusto confrontarsi con le società; sono molto orgoglioso del lavoro fatto con le consulte: è certamente faticoso fare incontri e raggiungere sintesi più condivisibili possibili, ma solo parlandosi emergono proposte interessanti e migliorative».

Ad esempio?

«La riapertura del mercato. L’ho proposta al nazionale alla luce dell’introduzione del super green pass; magari ci sono squadre che possono svincolare giocatori o magari devono trovarne di nuovi perché ora hanno pochi ragazzi impiegabili. È giusto ragionarne sempre in ottica di mettere le società al centro del progetto del Crer».

F.D.

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