Barazzutti lo accusa: «Conosceva le regole per entrare nel Paese»
L’ex azzurro non concede attenuanti «Ha voluto incoraggiare i no-Vax»
Vezio Veltroni
Sarà Salvatore Caruso a prendere il posto di Nole Djokovic nel tabellone degli Australiani Open 2022. «Prendiamo il fatto positivo per gli italiani con Salvatore Caruso che potrà giocare uno slam – spiega Corrado Barazzutti, ex capitano di Davis Fed Cup – e con lui sono 10 i giocatori azzurri in tabellone. Io sono sempre stato garantista e all’inizio quando gli è stata concessa l’esenzione pensavo che c’erano i presupposti per far sì che Djokovic potesse giocare. Poi durante la telenovela di questi giorni si sono insinuati lati poco chiari e si è ingarbugliato tutto. Il governo australiano si è trovato in una situazione intricata; poi sono venuti fuori le dichiarazioni false del tennista serbo che aveva contratto il virus e subito dopo le foto con i bambini e poi la conferenza stampa con i giornalisti e poi è andato ad allenarsi a Marbella. Ad un certo punto si è scusato ed ha dato la colpa al suo staff». L’Australia non aveva altra soluzione? «Non sono contento di quello che è successo – continua Barazzutti – purtroppo la situazione ha messo di fronte i no Vax con Djokovic come eroe e i vaccinati. Alla fine gli organi preposti e in questo caso la corte d’Appello hanno fatto rispettare le regole per entrare in un altro paese. Tra l’altro il numero uno al mondo non è la prima volta che va in Australia e conosce bene le regole per entrare». Forse il tutto è stato gestito male? «Sicuramente è stato un percorso a ostacoli – dice Barazzutti – e se all’inizio l’esenzione poteva essere un appiglio per giocare in Australia visto che altri atleti lo hanno utilizzato perché Nole non ha detto subito che aveva contratto il virus anziché a posteriori quando è stato fermato la prima volta? Sono esterrefatto di quello che è successo perché se Djokovic voleva portare avanti la causa no Vax bastava che non partisse così invece ha rinforzato ed ha fatto capire a tutto il mondo che nessuna persona, neanche il numero uno di uno sport popolare come il tennis, può non vaccinarsi e giocare o entrare in un altro paese dove la vaccinazione, e lo ha detto il ministro, è la base per la sanità di quel paese». Il tennis come ne esce? «I giocatori si sono divisi e ognuno ha fatto esternazioni personali – sottolinea l’ex capitano –, l’Atp rappresentata da Andrea Gaudenzi non si è mai espressa. Tra l’altro Herbert che è un no Vax convinto e ha deciso di non andare a giocare in Australia proprio perché non vaccinato potrebbe smettere di giocare a tennis per la sua scelta. Ha fatto un percorso opposto a quello di Djokovic e forse anche più difficile». Djokovic lascia un buco nel tabellone maschile, Berrettini potrebbe approfittarne? «Senz’altro, perché nei teorici quarti Matteo avrebbe trovato di fronte proprio Djokovic – conclude Barazzutti – ma dopo l’infortunio deve concentrarsi a vincere una partita alla volta e già al primo turno ha un cliente non facile come Nakashima».
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