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Return to play: tutti in attesa del recepimento al ministero

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Ad oltre una settimana dal nuovo protocollo del “return to play” diffuso dalla Federazione Medico Sportiva Italiana il ministero della Salute non lo ha ancora recepito. Pur trattandosi di una formalità (difficile pensare che la professionalità dei medici sportivi non venga condivisa), il mancato recepimento ha lasciato nel limbo centinaia di atleti. Non a caso con l’accorciamento dei tempi per le visite mediche funzionali a riattivare la validità della visita agonistica molti sportivi si erano già rivolti ai professionisti, tentando di fare valere le nuova tempistiche: 7 giorni per gli asintomatici vaccinati e 14 per gli asintomatici non entrati nel ciclo vaccinale. Ma lì è arrivata la doccia fredda, con i medici che ancora sono portati ad attenersi alla vecchia procedura, che impone una rivalutazione fisica soltanto a distanza di un mese dalla guarigione dal Covid.

«Rimaniamo in prima linea per il return to play delineato nel nuovo protocollo medico – dice il presidente del Crer, Simone Alberici – Avevamo sollevato il problema tempo fa al nazionale e fa piacere che i medici abbiano compreso le preoccupazioni del mondo sportivo. Ora attendiamo che il protocollo venga recepito dal ministero della Salute e dal Cts. So che la politica regionale conosce la nostra situazione, lo stesso sottosegretario allo Sport dell’Emilia Romagna, Giammaria Manghi, ha esplicitato questa necessità e fa piacere sapere che abbiamo un importante alleato».

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