VERONA
Stefano Aravecchia
REGGIO EMILIA. Sarà banale dirlo, ma senza Berardi il Sassuolo è un’altra squadra. Come testimoniano i numeri, quando non c’è le percentuali di vittoria calano del 50%. L’ennesima riprova nell’indigesto lunch match di ieri: in assenza del loro leader i neroverdi sono apparsi spaesati e in confusione. Irriconoscibili nei primi 45 minuti, letteralmente dominati da un Verona ben messo in campo, padrone nel mezzo e super aggressivo con un pressing altissimo. Il disegno tattico di Dionisi stavolta non ha funzionato: l’idea di alzare in trequarti i due terzini Kyriakopoulos e Muldur non ha pagato, solo al quarto d’ora della ripresa il tecnico ha provato a rimediare inserendo Defrel, senza però intervenire sul modulo della squadra in palese difficoltà in mezzo al campo. Dopo il pessimo primo tempo, chiuso con gli scaligeri avanti di due gol, nella ripresa una reazione dei neroverdi c’è stata. Ma il gran gol di Scamacca ha riaperto i giochi solo per sessanta secondi, prima dal fallo di mano di Chiriches che ha regalato al Verona il rigore del 3-1. La successiva rete di Defrel risulta buona solo per le statistiche. Eroe di giornata Antonin Barak, autore di tre gol e un assist.
NIENTE ALIBI
Sia chiaro che le tante assenze, in primis quella di Berardi, non devono essere l’alibi per giustificare la deludente prova del Sassuolo. Stavolta le scelte di Dionisi, prima e durante il match all’ora di pranzo, non si sono rivelate azzeccate, in più l’approccio alla partita è stato disastroso così come si è sentita la maggiore fisicità degli scaligeri, vincitori di quasi tutti i duelli. Giusto comunque evidenziare i meriti di un Verona pressochè perfetto nei primi 45’, che poteva andare al riposo con un vantaggio ancor più vistoso. Nella ripresa gli uomini di Tudor hanno abbassato il ritmo e gestito il risultato, impedendo al Sassuolo di tornare in partita nonostante la maggiore qualità. In classifica il Verona piazza il sorpasso proprio ai danni dei neroverdi che, dopo i fasti di Empoli, non riescono a trovare quella continuità invocata da Dionisi. Soprattutto tra le mura amiche del Mapei Stadium, dove nelle ultime tre uscite contro Genoa, Bologna e Verona, hanno raccolto solo un punto.
SOLO VERONA
Senza Berardi, Dionisi decide di lasciare in panchina Defrel e schierare quattro terzini: Toljan e Rogerio fanno gli esterni di difesa, Muldur e Kyriakopoulos si spostano sulla trequarti assieme a Raspadori e alle spalle di Scamacca. Verona invece al completo con Barak dall'inizio e con la coppia Simeone-Caprari in avanti. Fin dal fischio d’avvio in campo c’è solo una squadra in campo, quella di Tudor. Che domina, spreca e si vede annullare un gol. Neroverdi non pervenuti, con Lopez soffocato a centrocampo dalla marcatura a uomo di Tameze e Frattesi chiuso in una gabbia. Per vedere un pò di Sassuolo bisogna aspettare la mezzora quando Raspadori prova a sorprendere Montipò con un tiro da centrocampo. Nel finale di tempo i neroverdi vanno in bambola, incassando un micidiale uno-due nel giro di 7’: Caprari riceve da Barak e spedisce in buca d’angolo il diagonale dell’1-0, poi è proprio Barak a trovare la gioia personale quando Lopez lo colpisce nel tentativo di allontanare un pallone dall’area e la sfera carambola in porta.
ILLUSIONE
Nella ripresa cala l’asfissiante pressing scaligero e il Sassuolo riesce finalmente ad entrare in partita. Scamacca riapre i giochi con una splendida sforbiciata che fulmina Montipò ma appena un minuto dopo Chiriches, con un ingenuo tocco di mano (visto dal Var), regala a Barak il rigore dell’1-3. Scamacca sfiora il 2-3 che al minuto 67 trova il neoentrato Defrel con un colpo di testa. Solo un’illusione, perchè i neroverdi non hanno la forza per completare la rimonta: l’unico tentativo lo fa Rogerio con un tiro dalla distanza. A far calare i titoli di coda ci pensa ancora Barak, in pieno recupero, con uno scavetto a Consigli.
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