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Con Pegolo, Magnanelli e Peluso in Coppa è un Sassuolo per... vecchi

Valentina Spezzani
Con Pegolo, Magnanelli e Peluso in Coppa è un Sassuolo per... vecchi

Tutti e tre i veterani neroverdi in campo col cagliari 

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Il Sassuolo è la squadra perfetta per giovani talenti che desiderino crescere e mettersi in mostra, lo si dice da anni, ed è innegabile che sia così. Ma il Sassuolo è anche una squadra per “vecchi”, non ce ne vogliano gli interessati, anche perché lo sono solo calcisticamente parlando e, soprattutto, perché non si vede affatto, se non per il numero di presenze stagionali, fisiologicamente in calo. Chi ha acceso la televisione mercoledì pomeriggio e si è sintonizzato sul match di Coppa Italia tra i neroverdi e il Cagliari, senza saperne granché sui ventidue in campo, difficilmente avrà pensato che tre dei protagonisti dell'impresa del Sassuolo fossero tutt'altro che ragazzini. A mantenere inviolata la porta, cosa che non accadeva dal 26 settembre 2021, ci ha pensato Gianluca Pegolo, che il 25 marzo prossimo spegnerà 41 candeline. Al Sassuolo dal 2013, fermato da un bruttissimo infortunio dopo la sua prima stagione in neroverde, l'estremo difensore veneto ha scelto di restare e si è sempre fatto trovare pronto quando è stato chiamato in causa. Non da meno i due classe '84 della rosa. Federico Peluso ha compiuto ieri 38 anni, chi lo avrebbe detto vedendolo entrare in campo, al suo esordio stagionale, mercoledì contro il Cagliari. Stessa cosa per Francesco Magnanelli, che di primavere ne ha raggiunte 37 a novembre, e nel match di Coppa Italia ha mostrato di poter ancora dire la sua con quarantacinque minuti di buon livello. Insomma, i tre veterani dello spogliatoio, annoverati da tutti come colonne fondamentali di un gruppo che trova la sua forza nella coesione, non mollano, e continuano a dimostrare che con dedizione, volontà e disciplina, si può essere utili a qualsiasi età, anche in una squadra di ragazzini. A proposito di dedizione, volontà e disciplina, ne ha da vendere Filippo Romagna, che mercoledì ha rivisto il suo nome nella lista dei convocati dopo due lunghi anni. Il difensore centrale aveva subito la rottura del tendine rotuleo a marzo 2020 e da allora era iniziato un lungo calvario. Ad agosto 2021, quando il rientro sembrava ormai imminente, un nuovo “incidente di percorso”, per usare le parole dell'interessato, l'aveva ulteriormente posticipato. Ora la luce in fondo al tunnel e il campo sempre più vicino. A sorridere è sicuramente Romagna, fermato dall'infortunio proprio quando sembrava aver raggiunto un rendimento di alto livello, ma anche Dionisi, alle prese con una retroguardia che incassa troppo e che non potrà che giovarsi di nuove, o meglio, ritrovate, risorse.



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