Italia, Russia, Serbia, Qatar, Turchia le tappe di una carriera straordinaria. Da agosto guida l’Hebar: «La Modena della Bulgaria»
Cuneo e Modena i fiori all’occhiello nella sua carriera italiana, poi un susseguirsi di avventure straordinarie sulle panchine delle nazionali di Bulgaria, Russia e Serbia, e ancora momenti indimenticabili nelle squadre di club: dalla Turchia, al Qatar e una pietra miliare come l’esperienza a Novy Urengoy in Russia.
«Con il Fakel abbiamo fatto un grande lavoro, portando cinque giocatori a diventare punti fermi della Nazionale Russa. Abbiamo vinto una Coppa Cev, una Coppa di Siberia, una medaglia di bronzo al mondiale per club e due medaglie di bronzo nel campionato russo».
Il presente di Camillo Placì si chiama però Hebar.
«Sono in Bulgaria dal 10 agosto: la città si chiama Pazardzhik, 90mila abitanti, stessa passione che ha la gente di Modena e con questo vi ho già detto tutto. Anche i colori sociali sono gli stessi, il giallo e il blu... Direi che per adesso le cose vanno molto bene:in campionato abbiamo sempre vinto (13 partite) e siamo primi, sabato ci siamo qualificati perla final four della Coppa di Bulgaria e abbiamo già vinto la Supercoppa e siamo arrivati alla fase a gironi della Champions League, per questo club qualcosa di veramente importante e speciale. Abbiamo tre stranieri uno è italiano, Jacopo Massari, poi abbiamo un opposto canadese e un palleggiatore Macedone. La città è a misura d’uomo, anche qui si gira con il green pass, ma basta una vaccinazione o un test molecolare per averlo».
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