Sassuolo, la grande frenata: 5 punti in 5 partite nel 2022
I numeri certificano il momento di difficoltà dei neroverdi: vinta una sola gara delle ultime 7. E la difesa fa sempre più acqua: subisce gol da 18 match di fila
Dopo la prestazione contro la Samp, è fin troppo facile esprimere giudizi poco lusinghieri sul periodo che sta vivendo il Sassuolo, ma, visto che le opinioni sono piuttosto volatili e spesso cambiano al primo segnale contrario, ecco che i dati lasciano un’orma più duratura. Apriamo, dunque, il capitolo delle statistiche relative all'ultimo Sassuolo: la squadra di Dionisi ha raccolto 6 punti negli ultimi 7 incontri di campionato frutto di 3 pareggi, 1 vittoria e 3 sconfitte. Limitandosi al 2022 5 punti in 5 gare. La difesa o, per essere più precisi, l’intera fase difensiva è al banco degli imputati, subendo da 18 gare consecutive e incassando 16 reti nelle recenti 7 partite, delle quali 9 negli ultimi 3 incontri, mantenendo una media spaventosa: sono dati sinistri, che garantiscono come, se il Sassuolo voglia vincere, debba per forza segnare a raffica. Il reparto offensivo è chiaramente il fiore all’occhiello della formazione emiliana, ma immaginare che ogni domenica le punte siano in stato di grazia e facciano gol a grappoli è una scommessa sconsiderata. D’altronde la quarta peggiore difesa di Serie A (insieme a Venezia e Spezia) non potrà mai essere supportata da una fase offensiva di certo prolifica, ma lontana dall’essere miracolosa, infatti, grazie alle sue 39 marcature, è la nona del campionato. Forse le narrazioni sul Sassuolo hanno confuso il Sassuolo stesso, che finisce per essere vittima di un modello di calcio così forzatamente sbarazzino, da perdere di vista equilibrio ed efficacia. La stessa insistenza sul possesso palla, di cui effettivamente la squadra è una delle leader di A (con il 56,5% di media, è la terza migliore squadra dopo Napoli e Fiorentina), quando rimane merito e quando diventa vanteria fine a se stessa? I confini a volte si fanno sottili e labili, soprattutto quando i risultati scarseggiano, perché, in un modo o nell’altro, nello sport si è inevitabilmente condizionati dal rendimento (per quanto gli ideali del bel gioco e dello spettacolo siano affascinanti, a tratti educativi e facilmente propagandabili). E se molto dipendesse dal merito degli avversari? Anche questa opzione va giustamente presa in considerazione, quanto meno per allontanare l’egocentrismo e per non svilire le altre formazioni. Il fatto, però, che il Sassuolo rimedi le peggiori sconfitte contro le squadre più abbordabili e arretrate in classifica vanifica anche quest’ultima eventualità. In tal senso, basta prendere in considerazione la Samp: i blucerchiati prima di ieri avevano 20 punti, erano reduci da 5 sconfitte consecutive, non vincevano dal 10 dicembre scorso, non segnavano almeno 4 reti da oltre 2 anni, non realizzavano due gol nei primi 7 minuti dal 2005, non avevano mai finito una partita casalinga con la porta inviolata. Si potrà ancora obiettare che la Samp non è più la squadra del girone d’andata, alla luce dei tanti rinforzi acquistati nel mercato invernale. Sicuramente questa è una giusta osservazione, ma, a ben guardare, Sensi non segnava un gol in campionato dal 28 settembre 2019, Conti è reduce da difficilissime stagioni al Milan e il Sassuolo è l’unica squadra contro cui ha segnato più di una rete in carriera, mentre Caputo, pur rimanendo bomber di razza, aveva siglato fino a domenica solo 5 gol in campionato.
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