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Solidarietà. Il Volley Academy Sassuolo in viaggio verso l’Ucraina

Andrea Lolli
Solidarietà. Il Volley Academy Sassuolo in viaggio verso l’Ucraina

Due pullmini con il presidente Borruto, coach Venco e il dirigente Cataldo da in marcia per il confine con la Romania: porteranno in Italia 14 profughi

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Sport e solidarietà, un binomio che si rinnova costantemente questa volta grazie alla consolidata partnership fra Volley Academy Sassuolo e Idea Volley. In un momento particolarmente difficile per la popolazione ucraina il sodalizio pallavolistico neroverde ha deciso di organizzare un viaggio in Romania per portare in Italia quattordici persone scappate dalla guerra. A farsi protagonista dell'iniziativa il presidente del Volley Academy, Carmelo Borruto, che in pochi giorni ha messo in piedi la macchina organizzativa: «La scorsa settimana al telegiornale ho visto un servizio in cui si parlava di due ragazzi partiti alla volta della Polonia con un pullmino per portare in Italia dei profughi e da lì un pensiero mi ha colpito: se quello che sta succedendo ora in Ucraina succedesse a noi sicuramente vorremmo che qualcuno facesse per noi quello che quei ragazzi stavano facendo e da lì si è accesa quella consapevolezza che mi ha spinto a chiedere ad alcune persone la loro disponibilità ad intraprendere questo viaggio ai confini dell’Ucraina per recuperare donne e bambini e toglierli da un campo profughi».

Detto fatto, dunque, tanto che in mattinata lo stesso Borruto, assieme al coach Maurizio Venco e al dirigente Giuseppe Cataldo, è partito alla volta della propria meta con due mezzi societari. L'iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione con l’Associazione Europea Italia Ucraina Maiden e con la sua vice Presidente Nataliya Dyachenko, responsabile della sezione di Reggio Emilia, che si è occupata di tutte le questioni logistiche e burocratiche relative all’accoglienza dei profughi una volta in Italia.

«Mi sono subito mosso – continua Borruto – contattando l'associazione, che si è messa a disposizione per aiutare: un grande ringraziamento va quindi a loro. Questo è un piccolo gesto che, però, ci rende molto fieri e credo possa far capire come noi viviamo lo sport. La nostra è una società sportiva che lavora sui giovani e lavorare sui giovani vuol dire anche aiutare gli altri: era doveroso fare qualcosa per aiutare chi in questo momento si trova così in difficoltà, sperando che questa terribile e drammatica situazione possa finire il prima possibile».

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