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Serie C / Furia Tosi (ds Reggiana): «Le scelte arbitrali stanno decidendo il nostro campionato»

Wainer Magnani
Serie C / Furia Tosi (ds Reggiana): «Le scelte arbitrali stanno decidendo il nostro campionato»

Intervista esplosiva del direttore sportivo della Reggiana Doriano Tosi alla Gazzetta di Reggio. «A Cesena sono gli ultimi episodi di una lunga serie: solo Ricci e il guardalinee hanno visto il fallo in area»

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REGGIO EMILIA Il direttore sportivo Doriano Tosi non ci sta più e tuona contro la classe arbitrale. Lo fa con uno sfogo alla Gazzetta di Reggio «Non è il caso di parlare dell’andamento della partita - tuona - ma di ciò che è successo alla Reggiana. Negli ultimi due mesi tutti gli addetti ai lavori con cui parlo mi hanno detto che c’è chi vuole incidere da fuori in questa corsa a due per la serie B. Per stile e mentalità non ci volevo credere ma adesso non mi va più di negare l’evidenza».
 
Doriano Tosi è un fiume in piena. «Questa è la realtà: rigori dati e mancati, ammonizioni mirate, espulsioni che si tramutano in squalifiche per tre giornate senza alcun appiglio al regolamento, di tutto e di più. Adesso basta, ci siamo rotti le scatole. Non voglio credere esista il dolo, ma è un fatto che le decisioni arbitrali stanno incidendo oltre il dovuto in questa corsa. Questo a prescindere dai nostri demeriti e dai limiti che come squadra possiamo avere. Basta andare a ritroso e mettere in fila tutti gli episodi per scoprire che è facile fare un dossier dei torti subiti”. Fin qui lo sfogo, poi sorge una domanda che si è posto lo stesso mister Diana: perché tanto astio nei confronti della Reggiana? La risposto di Tosi è sibillina: «A parte gli errori arbitrali che sono evidenti, ciò che dà più fastidio è il loro atteggiamento, a volte di sfida. All’arbitro Ricci, a fine partita, ho fatto la tessa domanda ma la risposta è stata che non c’era nessun astio contro la Reggiana. Gli ho replicato di andare a rivedere le sue espressioni nei confronti dei nostri giocatori».
 
Il ds Tosi è arrabbiato ma anche amareggiato per questa situazione: «Cosa dovrebbe fare una società che subisce in silenzio questi soprusi? In queste ultime settimane siamo stati i primi a minimizzare, a non esasperare gli animi, a trovare motivazioni per non creare alibi o pretesti ai giocatori ma poi arriva il momento che occorre dire la verità. E la verità è che le decisioni degli arbitri durante questo campionato hanno contribuito in modo determinante a far pendere l’ago della bilancia in questa lotta per la serie B. Nel mondo del calcio lo pensano tutti e se oggi sono io a dire queste cose è perché la misura è colma e devo prendere atto che chi mi diceva quelle cose aveva ragione». 
 
Il ds granata non entra nel merito della contesa sportiva tra tra Modena e Reggiana. «Parlo degli arbitri. Prendiamo ad esempio le squalifiche per tre giornate che ci sono state comminate dall’arbitro e che poi il giudice sportivo ha sistematicamente smentito. E’ stato un accanimento nei nostri confronti. Per due volte hanno sbagliato il referto arbitrale e per due volte il giudice sportivo ha dovuto ridimensionare il provvedimento. Abbiamo speso soldi per avere giustizia».
 
E’ difficile, però, pensare che nell’ambito della Lega Pro la Reggiana, per tradizione sportiva e prestigio, abbia un minor peso politico del Modena.
 
«Questo non lo so - taglia corto Tosi - e non voglio entrare in questo discorso. Sono un uomo di campo e noto quello che vedo sul campo. Posso rimarcare la faccia che faceva l’arbitro ogni volta che prendeva un provvedimento nei nostri confronti e ho notato che non c’era serenità da parte sua. Per nostra fortuna i due episodi che hanno condizionato la partita sono stati visti da milioni di spettatori. Il fuorigioco era netto, così come il fallo dentro l’area di rigore l’hanno visto solo l’arbitro e il guardalinee».
 
Doriano Tosi non entra nell’aspetto tattico o tecnico, di una Reggiana dai due volti e di una vittoria che era alla portata di Zamparo e compagni. «Oggi il vero problema è la classe arbitrale che con le decisioni prese in questi due mesi ha contribuito in modo netto a formare l’attuale classifica. Ci vuole coraggio a dirlo ma è la verità. Per mentalità del club siamo portati a non dare mai alibi alla squadra ma adesso basta, non è possibile che tutte le partite siano così. Ogni volta che c’è una designazione spero che sia un arbitro della Sicilia o della Calabria perché diversamente so come funziona. Cosa c’è dietro non lo so, non spetta a me scoprirlo. Non faccio il processo alle intenzioni, mi limito a vedere ciò che accade in campo. E i nostri giocatori vedono e sentono delle cose che sono provocatorie. Non vogliamo fare del vittimismo ma ci siamo fiaccati di subire questa situazione. Non sopporto più certi atteggiamenti. Anche gli arbitri si devono prendere le loro responsabilità. Un rimedio? Il Var è indispensabile anche in serie C».
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