Modena. Quattro ragazzi dall’Ucraina in pista con la Fratellanza
Andrea Lolli
I gemelli Avdiei e Alika, con Amrita e Ahata gareggiano per la società modenese «Grazie di aver esposto la nostra bandiera: un giorno forse torneremo a casa...»
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Lo sport veicolo di socialità ed inclusione per ogni occasione, dai più giovani fino ai più adulti. Sono più di due mesi ormai che la guerra in Ucraina sta condizionando la vita non solo di un popolo, ma anche di tante famiglie e realtà del nostro territorio alle prese con l'accoglienza di chi, lasciando la propria casa, è alla ricerca di tranquillità e sicurezza. Tra questi anche la Fratellanza 1874 che al campo di atletica di Modena ha accolto quattro fratelli e sorelle che settimana dopo settimana sono diventati parte integrante del cospicuo numero di giovani che fanno di questa disciplina sportiva il loro passatempo.
Loro sono Avdiei e Alika, gemelli dodicenni, poi c'è Amrita da poco quattordicenne e la più grande Ahata, in italiano Agata, di quindici anni. Proprio quest'ultima ha raccontato come la loro vita è cambiata in questi primi mesi del 2022 lasciando in patria i genitori e arrivando a Modena dove i nonni si prendono cura di loro: «Siamo arrivati l'8 marzo e non pensavo che avremmo potuto fare qualche attività. In Ucraina correvamo già e ora al campo ci alleniamo tre giorni la settimana, la Fratellanza ci ha subito dato la divisa e ha messo anche la nostra bandiera sulle tribune. Abbiamo fatto le prime gare a marzo a Sassuolo, poi i miei fratelli hanno gareggiato anche con la scuola nei giorni scorsi, una ha anche vinto e gli altri sono arrivati terzi e quarti, mentre io ho corso lo scorso lunedì i 1500 metri qui al campo».
«Mi piace molto correre qua, più che a casa nostra perché qua si sta bene e c'è anche spesso il sole».
Nati a Kharkiv i quattro fratelli Apshai sono in costante contatto con i genitori, alle prese con le difficoltà della loro terra come racconta Ahata: «Adesso loro stanno dalla parte opposta del Paese, a Chernivtsi, che è zona tranquilla e ci sentiamo tutti i giorni. Dicono anche che la nostra casa è stata colpita ed in parte distrutta, ma speriamo che finisca tutto e si possa tornare là perché qui ci troviamo bene, ma a casa è meglio».
Dopo le difficoltà create anche dal Covid le Asl sono chiamate ad un ulteriore sforzo per assicurare a questi giovani la possibilità di confrontarsi con i coetanei come ha raccontato il Direttore della Medicina dello Sport di Modena, Gustavo Savino: «In questo periodo stiamo accogliendo anche altri ragazzi e stiamo cercando di rispondere al meglio alle richieste di Comune e Asl che stanno facendo tantissimo per portare a termine pratiche non semplici per consentire a questi giovani di condurre una vita normale. I ragazzi quando sono arrivati erano un po' timidi, ma pur non avendo subito un'ottima comprensione della lingua anche grazie a parenti e mediatori presenti ci siamo messi in condizione di capirci superando le difficoltà che possono sorgere per spiegare i vari passaggi della visita medica».
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