Sassuolo, incubo al Maradona
Neroverdi impresentabili e mai in partita, vengono travolti dal Napoli che trionfa in goleada (6-1) e blinda la qualificazione alla Champions
NAPOLI. Napoli-Sassuolo 6-1. Game, set, match e tutti a casa. Certe figuracce possono capitare quando la classifica non offre più stimoli e si pensa al mercato. E quest’anno in casa neroverde di mercato si è iniziato a parlare davvero troppo presto, quasi come se il campionato fosse un dettaglio, facendo sbottare anche mister Dionisi nel post Cagliari. In questo contesto si rischia che i giocatori stacchino anzitempo la spina, tra l’altro consapevoli di lavorare in un ambiente dove le pressioni rasentano lo zero. Ma il fatto che certe figuracce possano capitare non significa che quella collezionata dal Sassuolo al “Maradona” (la prima contro una big) vada archiviata come un incidente di percorso. Intanto va ringraziato il Napoli che sul 5-0 ha calato il ritmo segnandone solo un altro prima del 90°, sennò staremmo qui a raccontare di un nuovo record di gol incassati dopo i 7-0 rimediati contro Inter (nel 2013) e Juventus (2018). Il 6-1 da un lato fa arrossire il Sassuolo, dall’altro blinda il terzo posto del Napoli che può festeggiare la qualificazione alla Champions.
ZERO ASSOLUTO Ieri i neroverdi non sono proprio scesi in campo: subito un palo di Osimhen sulla prima sciocchezza dello stralunato Chiriches, poi nel giro di un quarto d’ora Consigli ha raccolto quattro volta la palla nel sacco. Le prime due volte Koulibaly (7’) e Osimhen (15’) hanno fatto centro di testa da azione d’angolo, poi Lozano (19’) e Mertens (21’) hanno fatto a fette la burrosa e svagata difesa del Sassuolo. Partita già finita con Dionisi a mettere tardivamente una pezza sul suo errore di schierare Djuricic (fuori da 6 mesi e che in settimana aveva annunciato l’addio) per Henrique, disegnando un 4-3-3 più equilibrato. Ma non c’è solo la questione tattica alla base della disarmante prestazione dei neroverdi alle pendici del Vesuvio: molti giocatori hanno dato l’idea di avere la testa altrove, svuotati di energie nervose, molli negli interventi e disattenti nelle situazioni di gioco, anche le più elementari. A fine primo tempo zero tiri nello specchio della porta per un Sassuolo che anche nella ripresa non ha combinato molto di più, nonostante gli inserimenti di Defrel e Ayhan per Scamacca e Chiriches. Il Napoli - che con 8 tiri in porta ha segnato 6 gol - ha continuato a divertirsi, scrollandosi di dosso delusioni e polemiche che avevano agitato la vigilia del match col Sassuolo. Insidioso sulla carta, ma che nei fatti si è trasformato in un’amichevole estiva. Per i neroverdi un pomeriggio da incubo, con il gol della bandiera di Lopez buono solo per le statistiche. Sconfitta che non cambia la classifica del Sassuolo, da tempo priva di obiettivi, ma che non può trovare giustificazioni. Un 6-1 pesante nel punteggio e nella sostanza. A questo punto c’è solo da augurarsi che questo campionato - nel quale il Sassuolo si è ritagliato tanti momenti di gloria nonostante l’anonima classifica - finisca alla svelta. La società ceda chi deve cedere e consegni a Dionisi un gruppo di giocatori motivati e felici di stare a Sassuolo.
LA PARTITA Dionisi, dopo averne criticato le parole, a sorpresa consegna una maglia da titolare a Djuricic. Ma il 4-2-3-1 si rivela un azzardo, soprattutto se abbinato al disastroso approccio dei neroverdi al match. Il Napoli, ferito e contestato, parte forte capitalizzando i primi due angoli: nel giro di 14 minuti i partenopei vanno a segno quattro volte colpendo anche un palo. Al 25’ esce Djuricic, col 4-3-3 le cose vanno leggermente meglio. Ma anche i successivi cambi sortiscono pochi effetti: il Napoli continua a far festa, segna altri due gol con Mertens (54’) e Rrahmani (80’). Nel Sassuolo entra anche Magnanelli e la squadra ha un sussulto d’orgoglio, culminato nel gol della bandiera di Lopez. E adesso? Chiaro che la figuraccia rimediata al “Maradona” non va ad inficiare il tanto di buono mostrato in stagione da questo Sassuolo, ma Dionisi (e la società) devono trovare il modo di stimolare e restituire motivazioni ad un gruppo apparso scarico e demotivato. E se qualche big (o presunto tale) ha già la testa altrove, si abbia il coraggio di dare spazio ai giovani.
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