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Veronica Squinzi: «Sassuolo, generazione S e il sogno di papà»

Il vicepresidente: «Innamorata di questo progetto e soddisfatta dei risultatiAvanti così andremo lontano». Dionisi: «Sfideremo il Milan con entusiasmo»


18 maggio 2022


Paolo Braglia

“Un anno di Generazione S” nelle parole del vicepresidente Veronica Squinzi: «Abbiamo creduto sin dall'inizio in questo progetto, ne sono innamoratissima tanto che ho fatto subito associare la squadra di mio figlio». Bilancio positivo anche per l’annata neroverde che si chiuderà domenica con l’attesissima Sassuolo-Milan: «Vedere i ragazzi giocare con tanto impegno è sempre una grande soddisfazione, quest’anno poi abbiamo disputato partite bellissime - dice Squinzi -. La possibilità di avere dei giovani che sono cresciuti con noi e che hanno creduto in questo progetto è una grande soddisfazione, soprattutto se vanno anche in Nazionale. C'è stato anche il cambio dell’allenatore che è stato assolutamente positivo. Dobbiamo andare avanti, passettino dopo passettino e magari il sogno di Giorgio Squinzi (leggere Champions League, ndr) potrà avverarsi».

Come detto nel corso del convegno di ieri al Mapei Stadium è stato presentato il primo anno di attività di “Generazione S”, progetto di responsabilità sociale che ha coinvolto 80 società localizzate su tutto il territorio italiano. Durante l’annata tecnici neroverdi hanno svolto allenamenti mirati con giovani atleti nelle strutture delle società affiliate, sono stati organizzati eventi come il Goal-Keeper Day al Mapei Football Center e la festa di fine stagione nel pre-gara di Sassuolo-Udinese e la proposta di prezzi agevolati per le partite casalinghe dei neroverdi. Francesco Palmieri, responsabile del settore giovanile del club neroverde, ha fatto un bilancio del progetto: «Quello che soddisfa di più è stata la vicinanza delle società dilettantistiche. Ci abbiamo messo un po' per partire, ci abbiamo lavorato tanto, ma una volta partiti abbiamo avuto tantissime richieste di adesione, tant'è che scegliamo noi le società alle quale dare la possibilità di avvicinarsi alla nostra società. È un progetto improntato su tanti valori ma è stata fatta una scelta ben precisa con il fatto di far partecipare gli allenatori dell'attività di base, gli istruttori meglio dire, che si confrontano con le realtà dilettantistiche. Quando abbiamo invitato le società dilettantistiche nel nostro centro sportivo abbiamo fatto degli allenamenti congiunti e i tecnici si sono confrontati in campo con i nostri istruttori».

Questo fine settimana gli occhi di tutti gli appassionati di calcio italiani saranno puntati sui campi di Reggio Emilia e Milano, su Mapei Stadium e Stadio Giuseppe Meazza, i teatri dell’ultimo capitolo di una corsa scudetto che si deciderà in novanta minuti. Nel romanzo del duello tra Milan ed Inter, i neroverdi hanno trovato un ruolo di rilievo, e non solo perché la truppa di Dionisi ha già fermato entrambe le formazioni milanesi nel corso di questa stagione, ma anche (e soprattutto) perché, salvo passi falsi dei nerazzurri in casa contro la Sampdoria, il risultato di Sassuolo-Milan decreterà chi sarà la formazione campione d’Italia 2021/2022. L’ambiente è sicuramente caldo, cosa evidente già dallo scorso fine settimana e ancora più tangibile ieri mattina allo scattare della prevendita: «Nel giro di cinque minuti avevamo 100mila richieste di biglietti online – ha detto Andrea Fabris, direttore organizzativo del Sassuolo -. Tempo un’ora lo stadio era completamente esaurito. A prescindere dal risultato sarà una grande festa».

Al Mapei Stadium si scriverà un pezzo di storia del campionato italiano, quindi un la partita rappresenterà un palcoscenico importante anche per i neroverdi: «Non si poteva desiderare cosa migliore di finire contro una squadra importante che si gioca tanto – racconta mister Alessio Dionisi -, noi l’affronteremo nel miglior modo possibile, con entusiasmo e sapendo che stiamo facendo un buon percorso. Ci piacerebbe finire in maniera positiva e sappiamo che la partita sarà difficile». A San Siro i neroverdi quest’anno hanno raccolto sei punti tra la sponda nerazzurra e quella rossonera, ma per mister Dionisi è bene focalizzarsi sul prossimo impegno, perchè «nel calcio i mesi passati sono già preistoria, non conta più quello che è stato fatto e noi speriamo di far ricordare quello che faremo domenica». Tutto in novanta minuti, come non succedeva dalla stagione 2009/10, quando a fare il passo decisivo verso lo scudetto all’ultima giornata fu l’Inter di Mourinho ai danni della Roma; ora il Milan arriva all’appuntamento decisivo con i favori del pronostico dato che, classifica alla mano, ha a disposizione due risultati su tre per poter esultare senza dipendere da quanto accadrà in Inter-Sampdoria. Tra i protagonisti in campo domenica con la casacca neroverde ci sarà anche Giacomo Raspadori - ambassador di “Generazione S” assieme a Benedetta Ordi - che si appresta a chiudere una stagione positiva dal punto di vista realizzativo con 10 gol all’attivo, tra questi anche quello a San Siro contro l’Inter nella vittoria per 2-0 dello scorso febbraio. La sua ricetta per avvicinarsi alla sfida di domenica è semplice: «Il modo migliore di affrontare questa partita è pensare che sia decisiva per noi, perché comunque ci può portare ad arrivare decimi ed è l’obiettivo che abbiamo. Dobbiamo prepararci con serenità e la serietà che abbiamo sempre avuto. Siamo consapevoli di poter fare bene contro chiunque, soprattutto per noi giovani è una cosa importante quando arrivi nel mondo dei grandi e ti rendi conto che puoi fare bene, e fai bene, anche contro chi è al livello massimo». Ma per Raspadori tifoso interista chi merita lo scudetto? «L’ultima partita dimostrerà chi lo merita, sicuramente sono due grandi squadre, hanno fatto un bellissimo percorso entrambe. Segnare domenica cosa significherebbe? Sarebbe come tutti i gol un’emozione grande, per chi come me fa l’attaccante i gol sono la benzina per gli allenamenti e le partite future».

Gran finale affidato alle parole di Stefano Bonaccini, presidente della Regione: «C’ero quando un anno fa venne presentato questo progetto. “Generazione S” ha un valore straordinario, voi date la possibilità a un ragazzo o a una ragazza che venga da qualsiasi condizione sociale, di provarci, e credo che questo, nel momento che viviamo, sia ancora una grande cosa. Dalla famiglia Squinzi, al presidente, ai dirigenti, questa società è un esempio a livello nazionale». l




 

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