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Rossi: «Il progetto Sassuolo andrà avanti con ambizione»

Il presidente: «Magnanelli un addio doloroso, Berardi spero rimanga come tanti dei gioielli: l’idea è quella di coronare il sogno di Squinzi» 


28 maggio 2022 Stefano Aravecchia


SASSUOLO Presente in tribuna al Mapei per l’ultima di campionato, poi il saluto a Magnanelli e ora qualche giorno di vacanza in Sardegna. Ed è dall’isola che il presidente Carlo Rossi traccia un bilancio della stagione del Sassuolo: «Direi sia positivo considerando le premesse , dal cambio di allenatore, che nasconde sempre incognite, alla cessione di giocatori del livello di Marlon, Caputo, Locatelli e Boga in virtù di una politica societaria illuminata che dà spazio ai giovani. Vero che i risultati potevano essere anche migliori, ma ci farei la firma ad arrivare a cavallo del decimo e undicesimo posto per i prossimi dieci anni».

Troppi infortuni

«L’inizio di stagione è stato balbettante, poi ci siamo ripresi ma sempre con alti e bassi. Un po’ per inesperienza, molto per gli infortuni che hanno tenuto fuori a lungo gente importante. Con un po’ più di continuità l’Europa sarebbe stata alla nostra portata, ma le soddisfazioni non sono mancate: penso alle vittorie in casa di Milan, Inter e Juve e quella contro la nostra bestia nera Atalanta».

Dolore Magnanelli

«Ho vissuto con dispiacere l’addio di Magnanelli, diciassette anni trascorsi insieme sono tanti. Ricordo ancora quando arrivò a Sassuolo insieme a Baldo per rinforzare la squadra che Remondina avrebbe poi portato dalla C2 alla C1. Francesco non avrà doti di fuoriclasse, ma come costanza, serietà e impegno non ha eguali. Bello che resti con noi a Sassuolo al fianco di Dionisi: se fa come da giocatore, diventerà un grande allenatore».

Pioli, titolo meritato

«Sono contento che Pioli abbia vinto lo scudetto. Da noi a Sassuolo è rimasto solo un anno, ma gli è bastato per lasciare un ricordo indelebile. Anche dopo il suo salto in A siamo rimasti in contatto».

Dionisi un top

«A proposito di allenatori devo dire che mi piace tantissimo il nostro Dionisi. Anche stavolta la società ha scelto l’uomo giusto, una persona capace, educata e socievole che si è calata alla perfezione nell’ambiente Sassuolo. Parla chiaro e si prende le colpe anche quando non sono sue facendo da schermo alla squadra».

Dieci anni di A

«Il prossimo sarà il decimo campionato del Sassuolo in Serie A. Mai ce lo saremmo immaginati quel giorno dell’estate 2005 alla presentazione della squadra alla Salvarola con Magnanelli davanti a quattro gatti. Per noi dirigenti “dilettanti” è stata una cavalcata eccezionale, frutto di tanta coerenza e onestà. E soprattutto va ringraziata la famiglia Squinzi, Giorgio e Adriana, ma anche i figli che non ci hanno fatto mancare il supporto. Per merito loro siamo sempre un passo avanti come organizzazione societaria e a livello di iniziative».

Berardi? Decide lui

«Che farà Berardi? Non gli do consigli, è una persona adulta e deve scegliere da solo. Se va via per noi sarebbe un dolore sotto l’aspetto affettivo e una perdita enorme sotto il profilo tecnico, un giocatore difficile da rimpiazzare. Detto questo mi auguro che rimanga al Sassuolo, se invece dovesse arrivare un’offerta all’altezza della sua classe, con cifre che rispecchiamo il suo valore, è giusto sia lui a decidere».

Il sogno del patron

«Tanti nostri giocatori sono ambiti da grandi club, ma certamente la squadra non verrà smembrata. L’intenzione è quella di fare meglio di quest’anno, sempre avendo in testa la richiesta che ci fece Squinzi, cioè quella di vedere un giorno il Sassuolo disputare la Champions League. E tutti noi faremo il possibile per tramutare il sogno del patron in realtà».l




 

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