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Modena Domizzi: «Mi rimetto in gioco Castelvetro la mia scommessa»

Gabriele Canovi
Modena Domizzi: «Mi rimetto in gioco Castelvetro la mia scommessa»

L’ex canarino: «Convinto dal progetto coraggioso. E volevo stare a Modena»

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CASTELVETRO A Castelvetro sbarca ufficialmente Maurizio Domizzi. Una sorta di “alieno” per l’universo dilettanti, lui che ha giocato per più di vent’anni tra i professionisti indossando, tra le altre, le maglie di Modena, Lazio, Napoli e Udinese e che è reduce dalle esperienze in panchina con Pordenone in Serie B e Fermana in C. L’ex canarino è stato presentato ufficialmente ieri in conferenza stampa, insieme al presidente Marco Ballotta, il diesse Diego Bartoli, il vice presidente Filippo Rossi e il direttore generale Alessandro Luppi. Una scelta, quella dell’allenatore romano, che può sembrare inusuale, unica e a tratti folle. Per tutti, ma non per lui: «Vista dall’esterno – commenta Domizzi – la mia decisione può sembrare strana e frutto di chissà quali dinamiche complicate. Ma non è così, ho apprezzato quel pizzico di sana follia e audacia del diesse Bartoli nel chiamarmi e farmi una proposta di questo tipo. Sono una persona molto istintiva e di cuore: ho voluto accettare l’incarico senza aspettare altre chiamate o categorie superiori. Non la vedo come una scelta rischiosa, ma come un’opportunità di lavorare bene. Avevo voglia di lavorare qui a Modena e legarmi ancora di più a questo territorio per mettermi in discussione nel posto dove vivo».

Tre i dettami del nuovo Castelvetro di Domizzi: «Giovani, professionismo e autoesigenza» dice l’ex canarino, che poi continua: «Voglio portare la mia mentalità da professionista, sono sicuro si possa essere professionali anche nei dilettanti. Lavorare con un gruppo giovane non lo vedo come un problema: in queste categorie molti ragazzi arrivano da settori giovanili professionistici e sono abituati a lavorare in un certo modo. Voglio persone autoesigenti. Il calcio è semplicità: dovremo lavorare al massimo su quelle poche cose importanti».

Sono parole al sapore di soddisfazione quelle del direttore sportivo Diego Bartoli: «Non era previsto il cambio, ma ora potrei quasi ringraziare l’ex tecnico. Domizzi? Un amico mi ha messo in contatto con lui, la trattativa è stata lunga, difficile e stimolante. Siamo noi che dobbiamo alzare l’asticella per arrivare al suo livello. Obiettivo? Mantenere la categoria».

«Abbiamo fatto un ampio salto in avanti – conclude il presidente Marco Ballotta – la sua esperienza farà crescere tutta la società».l


 

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