Modena, per l’impresa. Al Braglia c’è la Reggina di Pippo Inzaghi
MODENA Quando sei penultimo, hai perso cinque partite su sei e devi affrontare la capolista, che invece cinque su sei le ha vinte e vanta miglior attacco e miglior difesa della categoria, è chiaro che hai tutto contro. Proprio per questo oggi il Modena, nel match con la Reggina, deve raddoppiare gli sforzi per far emergere di più le proprie qualità e limitare i difetti.
E’ il messaggio che Attilio Tesser invia alla propria squadra: «Dobbiamo credere in noi stessi. Finora abbiamo raccolto pochi punti e molti elogi dagli avversari, un riconoscimento che le prestazioni le abbiamo quasi sempre fatte, che nessuno ci ha messo sotto. Come confermano gli andamenti delle partite. Credere in noi stessi vuol dire innanzitutto avere un buon approccio alla gara, come abbiamo fatto anche nell’ultima partita casalinga, con il Brescia, con il gol iniziale e altre occasioni create».
Nelle parole del mister gialloblù torna spesso fuori il riferimento alla gara con le Rondinelle, una sconfitta che brucia ancora, quella sì frustrante, non quella di Genova, come sottolinea: «Col Brescia complessivamente abbiamo fatto meglio noi, ma, come altre volte, il non avere concretizzato la superiorità, anche a livello di occasioni, poi avere preso due gol in quel modo, è davvero frustrante. Con la Reggina non dobbiamo essere condizionati da tensioni, anche se è facile a dirsi. Pressioni su di me? Forse perché ho esperienza, non ne sento e non penso al dopo se va male. Quindi dobbiamo essere sereni, propositivi, ma attenti. L’equilibrio è il sale della vita, quindi anche in campo tra le due fasi deve esserci. Poi sarà importante il sostegno del nostro pubblico, mai mancato, in uno stadio che con tanta gente sarà bellissimo».
In un momento delicato questa Reggina delle meraviglie non è l’avversario più indicato per il Modena, ammette Tesser: «Complimenti a Inzaghi per come gioca la sua squadra, molto propositiva, con cinque centrocampisti, due ali micidiali, per non parlare di Menez, uno che giocava in Champions. In più l’entusiasmo per questo inizio di campionato. Sfruttando le due settimane di allenamento abbiamo provato le possibili variante tattiche, per farci trovare pronti.
I nostri esterni spingono molto, è vero, ma sanno anche difendere, lo stesso Azzi ultimamente è cresciuto come difensore. Quindi non intendo snaturare la mia squadra. Con Inzaghi non ho mai vinto? Ci siamo anche incontrati poco e comunque questo non è un problema…».l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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