Lopez sempre più un caso Dionisi: «Non ha recuperato l’intensità mentale giusta»
SASSUOLO Un'anticipazione di quello che sarebbe potuto accadere, Dionisi l'aveva data nella conferenza alla vigilia del match con l'Atalanta, «Per Maxime stiamo monitorando la situazione, che non è solo fisica, è anche mentale – aveva spiegato il mister a proposito dello scarso utilizzo di Lopez – I ragazzi devono avere la volontà e la determinazione di giocare per questa maglia e diciamo che su questo ci stiamo lavorando, perché è un giocatore molto importante per la squadra e deve dare il massimo». Alla luce di queste parole, ci si aspettava di trovarselo in panchina, come già successo nelle partite precedenti, e invece sabato sera il centrocampista francese ha guardato i suoi compagni battere la Dea dalla tribuna del Mapei Stadium.
Al termine della gara, l'allenatore ha risposto così a chi ha chiesto spiegazioni in merito: «In questo momento deve giocare chi mentalmente è coinvolto al centodieci per cento. Maxime ha avuto un infortunio, se l'è portato un pochino dietro, contro la Lazio si è messo a disposizione nonostante non stesse bene, e poi realmente ancora non ha recuperato quell'intensità mentale di cui abbiamo bisogno. Lui rimane uno dei giocatori qualitativamente migliori di questa squadra, però il risultato contro l'Atalanta non è frutto solo della nostra qualità, perché solo con quella non andiamo lontano e per me non è l'elemento più importante. Prima della qualità ci devono essere intensità, motivazione, corsa e queste cose te le dà la testa, non te le danno le gambe o le tue qualità. Spero di recuperare Maxime già dalla prossima partita perché rimane uno dei giocatori qualitativamente più importanti di questa squadra».
Il “caso Lopez” e il secondo in poco tempo per il Sassuolo, la cessione (in prestito con diritto di riscatto) di Kyriakopoulos al Bologna nella sessione di mercato appena chiusa, è infatti arrivata dopo che il greco era finito dietro a Rogerio nelle gerarchie per la fascia sinistra e dopo parole di Dionisi non troppo diverse da queste, «Per questa maglia deve giocare chi vuole farlo, non chi deve farlo». Entrato a San Siro nei minuti finali contro il Milan, Kyriakopoulos si è trasferito in rossoblù due giorni dopo e ha risposto su Instagram attraverso un post di saluti che lasciava intendere ben altro: «Non mi aspettavo che le strade si dividessero ora, ma è stato necessario per ciò che stavo passando personalmente e la situazione della squadra – le parole di “Giorgio” - voglio ringraziare il club che mi ha dato l’opportunità di giocare in Serie A, che ho seguito fin da piccolo, non credevo di arrivare sin qui, e di come mi ha fatto evolvere come persona e calciatore durante questi tre anni e mezzo trascorsi insieme, pieni di successi e grandi vittorie.
Credo di aver dato sempre il 100% per questa maglia, avrei dato la vita in campo per questa, quindi nessuno potrà dire altro. Ringrazio la dirigenza che mi ha sostenuto in questi anni e i miei amati tifosi, sempre carini con me e che porterò nel mio cuore». Nessun cenno a Dionisi, di cui però il difensore ha parlato nella conferenza di presentazione al Bologna con toni distesi, «Non c'è stato nessun problema con lui, ci siamo salutati prima che partissi». Fatto sta che, al netto dei risultati in crescita, in casa Sassuolo il periodo è un pochino turbolento. Con Lopez la speranza è che le cose si appianino alla svelta perché, nonostante le ottime prestazioni di Obiang, come detto anche dallo stesso Dionisi, la squadra non può fare a meno di un talento del genere ancora per molto. Appuntamento a Udine per vedere se la telenovela avrà un lietofine. l Valentina Spezzani
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