Modena nel mondo di Strizzolo: da Sheva a Granoche e i Queen
Il bomber: «Volevo restare qui, non ho mai disfatto le valigie»
Il bomber che, forse, non ci si aspettava. Luca Strizzolo ha iniziato alla grande la stagione, segnando 3 reti nelle prime tre vittorie del Modena. Una partenza che ha sorpreso lo stesso attaccante, che si è raccontato in questa lunga intervista.
Ti aspettavi un inizio del genere?
«No, perché non mi era ancora capitato. Il lavoro svolto con Sasà Bruno è importante e mi sta aiutando dal punto di vista realizzativo. Sono molto contento».
Che cos’è cambiato rispetto alla passata stagione?
«Piano piano la società sta crescendo in tutti i settori. Questa credo sia la grande differenza rispetto all’anno scorso, ovvero una maggiore attenzione ai particolari. E questo un calciatore lo percepisce: con una grande confusione, è difficile esprimersi al meglio».
Date le tue caratteristiche, sembra che tu sia perfetto per gli schemi offensivi di Bianco…
«Sono concetti diversi e meccanismi sui quali dobbiamo ancora lavorare tanto. Io, però, sono un giocatore di movimento, e non statico in mezzo all’area. Perciò riesco ad inserirmi bene nelle geometrie che chiede il mister».
Facciamo un salto indietro, qual è il tuo primo ricordo legato al calcio?
«Quando mio padre mi accompagnava alle partite facendomi ascoltare i Queen per caricarmi. È il suo gruppo preferito e ci teneva tanto: ha sempre cercato di spiegarmi che senza sacrificio non si ottiene nulla».
Come mai hai scelto il ruolo dell’attaccante?
«In realtà mi piaceva fare il portiere. Da piccolino ti mettono nelle posizioni che più ti piacciono, per poi spostarti in base alle tue caratteristiche. Per questo in seguito mi hanno messo in attacco. Vengo da una famiglia di difensori, solo io e mio cugino centrocampista abbiamo rotto questa tradizione. Con me avevo sempre i guantoni nello zaino, perché a fine allenamento volevo parare due tiri».
A quale giocatore ti ispiri?
«Il mio idolo era Andriy Shevchenko. Aveva un grande fiuto del gol oltre che ad una grinta impressionante. Tifo Milan? Sì, certo».
Perché hai scelto il numero 32?
«All'inizio ero intimorito perché era il numero di “El diablo” Granoche. Tentennai, perché si trattava di un giocatore importante per la storia del Modena. Però mi piaceva e ho deciso di prenderlo, anche se questo numero ha un certo peso, sia per la società che per i tifosi. Perciò bisogna fare attenzione e avere rispetto».
Nel corso della tua carriera hai cambiato molte piazze, a Modena come ti trovi?
«Molto bene, sono stato il primo a chiedere di poter rimanere. I sei mesi passati qui sono stati belli, mi è piaciuta fin da subito la città e poi qui si vive bene. Il pubblico è fantastico, così come la Curva. Inoltre Modena ha una grande storia come club. Adesso sono qui per 2 anni, però se ci dovesse essere la possibilità di rimanere sarei il primo ad essere felice. Quest’estate non sono rientrato a Cremona: sono andato a Brescia dalla mia compagna, e poi sono tornato a Modena nella speranza che la situazione si sbloccasse al più presto. Dopo due o tre giorni la trattativa è andata a buon fine, ed ero molto contento».
Che musica ascolti prima della partita?
«“Right here, Right now” di Fatboy Slim, e “Gol”, di Cali Y El Dandee».
A Cremona ti hanno persino dedicato una canzone…
«Il fisioterapista della squadra è anche un cantante, e in una trasmissione televisiva, dopo una mia doppietta contro il Lecce, si è esibito con questa canzone. Da lì questa cantilena è stata tramandata di anno in anno, fino alla promozione in Serie A. Non pensavo mi raggiungesse anche qui (ride, ndr), credevo fosse un capitolo chiuso. Mi piace? La prendo sul ridere».
Cosa ti dice la gente se ti incontra per strada?
«Ripetono spesso “Dai gialli” o “Continuate così”. I tifosi hanno capito che solo l’unione fa la forza. Siamo un bel gruppo e questo dev’essere il nostro spirito. Non ci basiamo sul singolo, ma siamo concentrati sul Modena. A me, più della gratificazione personale, piacciono questo genere di incitamenti».
Di recente è stato ufficializzato il Fantacalcio di Serie B, tu ti compreresti?
«No, per niente (ride, ndr). Come squadra ci stiamo organizzando per farlo. È una bella idea, perché il campionato è molto seguito».l
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