Gigi Montagnani, il presidente del Modena più amato se ne andava venticinque anni fa
L’uomo che costruì il Modena che nel giro di due anni andò in Serie A morì nella notte tra il 19 e il 20 luglio 2000: a lui è intitolata la Curva sud dello stadio Braglia
MODENA. Gigi Montagnani non c’è più da un quarto di secolo esatto. Il presidente che costruì la grande squadra che nel giro di due anni fu capace di raggiungere la serie A, lasciandosi alle spalle la C1 e conquistando il secondo posto tra i cadetti, morì infatti nella notte tra il 19 e il 20 luglio del 2000 a causa di un malore, mentre era alla guida della sua auto.
Montagnani non ebbe mai la gioia di vedere sul campo i successi di De Biasi e c.: quel Modena iniziò il ritiro di Pieve di Cadore proprio avendo appreso la notizia della scomparsa del suo presidente, classe 1922. La società dopo la sua morte passò agli eredi. Dallo zio ai nipoti: prima Gian Paolo Manfredi, presidente della promozione dalla C alla B nel 2001, e che poi nel luglio di quell’anno lasciò il posto al cugino Massimo Montagnani, che traghettò la squadra verso la Serie A prima di cederla nel febbraio 2002 a Romano Amadei. Il ruolo di Tosi in questa fase fu importantissimo. Il Modena restò nella massima serie per due stagioni, indimenticabili. Qualche anno fa il nostro giornale chiese ai tifosi canarini di indicare il presidente più amato della storia del Modena e Montagnani fece il vuoto nelle preferenze, con l’80%
La storia
Da sempre tifoso e innamorato del Modena oltre ad averci giocato in giovane età, Montagnani, geometra, di Casinalbo, uno dei più importanti imprenditori della zona nel settore delle costruzioni con la sua società Immobiliare Zetadue spa, rilevò la squadra canarina in serie C nel gennaio 1997 diventandone prima amministratore unico e poi presidente. Tentò subito di riportare i canarini in Serie B, ma i ragazzi di Stringara non andarono oltre il 4º posto e i play-off nella stagione 1998-1999, persi poi con il Lumezzane.
Peggiore fu il campionato 1999-2000 chiuso all’11° posto, con De Biasi subentrato durante la stagione a Santarini. Nell'estate di venticinque anni fa, in vista della stagione 2000-2001 che poi fu vinta con 74 punti (il Modena alzò anche la Supercoppa di serie C), Montagnani, che già aveva individuato in Doriano Tosi il direttore tecnico e confermato De Biasi come allenatore, acquistò molti giocatori nuovi e pose le basi per costruire il Modena più bello di sempre, quello di Ponzo, Milanetto, Grieco, Pasino, Balestri, Fabbrini, Ballotta, Mayer. Un gruppo molto unito e che soprattutto nella stagione 2001-2002, quella della promozione in A, fece vedere grandi cose: basti pensare alla vittoria per 4 a 1 sul Napoli in uno stadio Braglia in visibilio. Il gol di Grieco è stampato nella memoria di tanti.
Tornando a Montagnani il presidente era amato e rispettato perché ‘ci metteva la faccia’ anche quando la squadra andava male e i tifosi erano arrabbiati: e il primo a soffrire di questa situazione era proprio lui. A poche settimane dalla sua morte gli venne dedicata la Curva sud dello stadio Braglia, quella che ospita i sostenitori più caldi della squadra gialloblù.