Francesco Ferrari, il Dna modenese dell’Mvp dell’Italia campione d’Europa Under 20
Il numero 24 azzurro, autore di 26 degli 83 punti che hanno permesso alla squadra di coach Rossi di superare la Lituania a Creta, è figlio di Federico, detto “Mine”, nato a Modena nel 1975 e lanciato ai tempi del Burghy: «Che orgoglio»
MODENA. C’era anche un po’ di Modena in campo domenica a Creta nella finale di Eurobasket 2025, partita che ha riportato l’Italia Under 20 sul tetto d’Europa dopo dodici anni dall’ultima vittoria azzurra.
Un figlio d’arte
Nella sfida il numero 24, premiato come Mvp della manifestazione, ha segnato 26 degli 83 punti totali che hanno permesso alla squadra di coach Rossi di battere la Lituania, tenuta alla larga a 66 punti. È Francesco Ferrari, cognome che dovrebbe riportare alla mente dei più agèe fra gli appassionati il nome di Federico Ferrari detto “Mine”, modenese di grandissimo talento classe 1975 che, dopo essere stato lanciato ai tempi del Burghy Modena nelle categorie giovanili, si è affermato prima a Vigevano e poi a Borgomanero, in provincia di Novara, città da dove non si è più spostato. Francesco è il figlio di “Mine” e oggi rappresenta uno dei giovani di maggior talento del basket italiano. Il ragazzo gioca in Serie A2 a Cividale con coach Pillastrini, altra conoscenza del parquet modenese.
L’orgoglio del papà
«Vederlo vincere la medaglia d’oro e il titolo di Mvp è stata una soddisfazione unica», racconta papà Federico, che oggi gestisce la College Basketball, società di basket giovanile a Borgomanero. «Con il mio lavoro vedo spesso tanti genitori che si lasciano prendere dalla competizione dei figli ed esagerano, quindi come padre cerco sempre di interferire il meno possibile». In questo caso, però, anche per Federico è impossibile non sbottonarsi. «L’emozione è enorme. Il livello delle competizioni era molto alto e questi ragazzi hanno fatto una cosa incredibile. Oltre a Francesco, nella rosa c’erano altri tre giocatori della nostra società, quindi non posso che essere orgoglioso di loro».
La finale dal vivo
Il modenese era tra gli spalti del palazzetto a Creta e ha potuto vedere dal vivo il trionfo del figlio. «C’era una bella atmosfera, con le squadra migliori d’Europa, gli addetti ai lavori e gli scout Nba. È un campionato europeo che però porta su di sé i riflettori di tutto il mondo». L’obiettivo della formazione azzurra era di entrare a far parte delle prime otto del torneo, e forse nessuno si aspettava la medaglia d’oro al collo. «Coach Rossi ha creato davvero un bel gruppo con qualità tecniche e umane notevoli. Non pensavo però avessimo una chance di vincere, e invece i ragazzi hanno sorpreso tutti». Il percorso azzurro non è stato senza ostacoli. «Il match con Israele – spiega Mine – ha fatto da spartiacque. A un certo punto eravamo sotto di quindici punti, a un passo dal baratro. Poi i giocatori hanno ribaltato la gara e da quella vittoria è cominciata una spinta emotiva che in una manifestazione così breve è difficile smorzare».
Il premio come Mvp
Il premio di Mvp a Francesco «è stato meritato, soprattutto per come ha giocato semifinale e finale. Come sempre, ovviamente, è stata una vittoria di tutti, dai giocatori allo staff tecnico». Durante i festeggiamenti, il ragazzo neocampione d’Europa è salito sugli spalti per abbracciare papà “Mine”. «Era contento ed emozionato. Forse per la prima volta gli ho detto un mezzo bravo nella pallacanestro – scherza – È giusto festeggiare quando si vince così come è giusto piangere quando si perde. E in proporzione si perde di più, quindi bisogna celebrare le vittorie come si deve».
Il futuro di Francesco
Francesco aveva ricevuto delle offerte da squadre di A1 e di college americani già prima che cominciasse l’Europeo, ma «con maturità ha deciso di aspettare un altro anno e a settembre scenderà in campo sempre con la maglia di Cividale. Il salto nelle serie maggiori è alto, vuole essere pronto». Tra l’altro, quest’anno si unirà alla squadra anche Alessandro, il figlio maggiore di Federico. «Sono molto contento. Hanno un ottimo rapporto e sarà bello vederli passarsi la palla». Nonostante la distanza, “Mine” è rimasto un grande appassionato dei canarini del calcio. «I miei ragazzi mi prendono in giro, ma so che di nascosto anche loro guardano cos’ha fatto il Modena». Francesco non è nato all’ombra della Ghirlandina, ma è bello sapere che un po’ di Dna modenese sia nelle mani di uno dei migliori talenti del basket azzurro.
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