Sottil suona la carica: «A Torino voglio un Modena coraggioso»
L’allenatore: «Il nostro obiettivo deve essere la vittoria, dobbiamo avere una nostra identità. Il Toro è forte, ma voglio vedere un Modena sfrontato, che gioca con leggerezza e personalità
MODENA. Quando, dopo essere stato calciatore, sei allenatore professionista da un quindicennio, si pensa che una partita vale l’altra. Almeno in teoria, perché invece in realtà ognuna, per svariati motivi, finisce per essere diversa da tutte le altre. Prendiamo il caso di Torino-Modena di lunedì sera, 18 agosto, per il primo turno di Coppa Italia: per Andrea Sottil è il debutto ufficiale sulla panchina della sua nuova squadra, e già questo la rende unica. Senza contare la mozione degli affetti che lo rende ancor più particolare, dato che avviene in casa del club nel quale era entrato bambino, uscendone come professionista.
Mister Sottil, come arriva il Modena a questo esordio?
“Abbiamo finito la quinta settimana di preparazione e la mia squadra ha una condizione molto buona. Dal punto di vista fisico, come conoscenza dei princìpi del nostro gioco, come amalgama e consolidamento delle giocate, quindi mi aspetto conferme”.
Quale valore ha questo match di Coppa?
“Quello col Torino è il primo match ufficiale, e contro una squadra di categoria superiore. Ci metterà in difficoltà, dunque diventa per il Modena una sorta di prova generale”.
Quanto pesa il risultato in una gara del genere?
“Il nostro obiettivo deve essere sempre la vittoria, dobbiamo avere una nostra identità, nel fortino del Braglia come su qualunque campo. Il Toro è forte, ma voglio vedere un Modena sfrontato, che gioca con leggerezza, con personalità. Non andiamo là per vedere giocare i granata, ma per fare quello che abbiamo provato in allenamento, dimostrando coraggio e personalità”.
La formazione iniziale col Forlì è indicativa per Torino?
“Ho spiegato che avevo voluto completare il minutaggio di tutti alla pari. Io decido all’ultimo la formazione, e qui lo posso fare perché tutti, tranne Ponsi e Dellavalle, hanno buona condizione fisica, solo Zanimacchia e Di Mariano poco più indietro, nessuno ha mai avuto crampi nonostante il caldo”.
Quali sono le condizioni di Mendes?
“Si è allenato e verrà a Torino”.
Per lei è quasi un ritorno a casa…
“Sono molto orgoglioso di essere un ragazzo del Filadelfia. Sono entrato nel Torino a nove anni e ne sono uscito a ventuno, dopo un percorso bellissimo di formazione, fatto di regole di vita prima di tutto, con allenatori straordinari come Mondonico”.
L’organico va già bene così?
“Ci sarà forse qualche uscita, ma sono soddisfatto. Poi, se si presenterà l’occasione, potrebbe esserci qualcosa a centrocampo”.
Per Beyuku le sirene del mercato. Resterà?
“Visti la sua fisicità e i grandi margini di crescita, non mi stupiscono quelle sirene. Io rispetto sempre le strategie aziendali, ma egoisticamente spero che resti, farà una grande stagione”.
Che Torino si aspetta?
“Squadra forte sugli esterni, nei centrocampisti che s’inseriscono, nei terminali offensivi. Giocava con la difesa a tre, con Baroni è passata a quattro”.
Niente trasferta per i tifosi.
“Mi dispiace per la passionalità dei tifosi del Modena e anche lo spettacolo viene penalizzato”.
Come si trova a Modena?
“Bene. Una bella città e ho scelto casa in centro, per condividere il pensiero della gente”.
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