Stefano Sbrana, un meccanico modenese alla Dakar Classic
Prignanese, presidente della Cna di Sassuolo, sarà in Arabia Saudita a bordo del camion Iveco 80 Turbo del 1985 del pilota bresciano Andrea Cadei e del navigatore Marco Valentini, reggiano di Scandiano: «Sono emozionato e pronto a vivere questa esperienza unica»
MODENA. Ancora una volta non mancherà la presenza modenese alla Dakar. Con l’arrivo del nuovo anno inizia la stagione dei grandi raid e ad aprire il 2026 è la Dakar alla sua settima volta in Arabia Saudita. In questa massacrante gara che scatterà sabato 3 gennaio con il prologo per terminare il 17 dopo 13 tappe e un solo giorno di riposo, ci sarà un equipaggio tra i camion con a bordo il modenese Stefano Sbrana di Saltino di Prignano, presidente della Cna di Sassuolo, nel ruolo di meccanico a fianco del navigatore Marco Valentini da Scandiano e del pilota bresciano Andrea Cadei. Con il loro camion Iveco 80 Turbo del 1985 affronteranno il grande rally raid nella gara vintage della Dakar Classic giunta alla sua sesta edizione.
Un debutto assoluto per due
Se per il pilota Andrea Cadei, di professione preparatore auto da rally, questa è la terza Dakar Classic, per il navigatore Marco Valentini e il meccanico Stefano Sbrana si tratta di una prima volta. Per entrambi è un sogno che si avvera, infatti Sbrana - da sempre tra i camion e quindi appassionato di motori nell’officina del padre prima ed ora sua - già da bambino ammirava in televisione le imprese di questi “bestioni” alla Dakar sognando “magari, chissà un giorno...”. Il suo sogno da bambino si avvererà in questa edizione 2026, non senza qualche dubbio sulla sua resistenza fisica al grande impegno che comporta la Dakar come trascorrere lunghe ore nel deserto, percorrere tanti chilometri ed essere sempre pronti ad intervenire. L’esperienza non manca a Sbrana ma quindici giorni nel deserto non sono certamente pochi. Oltre alle esperienze in moto, dove non ha trovato molta fortuna a causa di tanti incidenti, ha dimestichezza sui camion nella sua officina sassolese.
Le parole prima della partenza
Prima di partire il prignaese ha dichiarato: «Mi sento emozionato. È stata una corsa contro il tempo per preparare il camion, Cadei lo guarda dal punto di vista della gara mentre io vengo da un mondo in cui l’importante è far andare il camion e avere pochi problemi. Tutto quello che abbiamo fatto è stato un lavoro meticoloso per puntare ad arrivare in fondo, divertirci e conoscere tante persone. Ho sempre viaggiato in motocross e in camper, questa sarà un’esperienza unica». Alla prima esperienza dakariana anche il reggiano Marco Valentini che da bambino seguiva le orme di un lontano cugino scandianese, Luigi Algeri, che gareggiava alla Dakar quando era in Africa. Poi crescendo ha fatto motocross fino ad arrivare allo sviluppo di moto e quasi perdendo il sogno di essere a questa mitica gara ma con la proposta arrivata di fare la Classic non ci ha pensato un attimo. La loro gara sarà sulle tracce di quella attuale con i suoi 7281 km totali di cui 4162 in speciali ma con la formula regolarità dei tempi imposti. Giusto il tempo di passare le verifiche, fare il brindisi di Capodanno e da sabato scatta nella penisola araba da Yambu il prologo di questa Dakar 2026.
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