Galappennino, Kostner a tu per tu con la Polisportiva Fanano: «Le Olimpiadi come un cerchio che si chiude»
L’appello ai giovani atleti: «Dobbiamo imparare a gestire le paure dentro e fuori la pista»
FANANO. Carolina Kostner torna tra i banchi a Fanano. La campionessa di pattinaggio su ghiaccio ha incontrato i giovani atleti della Polisportiva all’indomani del Galappennino.
«Il viaggio è più emozionante della meta»
«Alla fine, ti rendi conto che sono soprattutto i momenti difficili che ti aiutano a crescere – ha spiegato l’olimpionica agli atleti fananesi – Le vittorie ti riempiono di gioia, rappresentano il punto di arrivo di un lungo e faticoso lavoro, ma scivolano via in realtà molto velocemente. Ricordo ancora le fortissime emozioni che ho vissuto a Sochi, quando partecipai alle mie terze Olimpiadi. Rincorrevo una medaglia e finalmente arrivò quella di bronzo. La premiazione ci fu il giorno dopo, ventiquattrore dopo la gara, e io fantasticavo immaginandomi che nulla sarebbe stato come prima. L’emozione naturalmente fu tanta, ma anche in quel caso mi accorsi che la parte più emozionante era stata il viaggio non la meta».
Molti atleti erano scesi in pista al suo fianco al Palaghiaccio di Fanano durante l’esibizione corale dedicata alle Olimpiadi di Milano-Cortina. L’azzurra è ambasciatrice dei Giochi Invernali.
«Le paure appartengono a tutti»
L’emozione è stata tanta anche nell’incontro alla Cantina degli Scolopi del Centro Turistico di Fanano. Kostner ha vestito i panni di docente, affiancata da Cecilia Sargenti, vicepresidente della Polisportiva Fanano. Presenti all’incontro le giovani coppie di artistico e di danza Giulia Isabella Paolino-Andrea Tuba e Zoe Bianchi-Daniel Basile.
La docente ha aiutato i giovani a rompere il ghiaccio, insegnando trucchi utili su come gestire i possibili timori prima delle competizioni.
«Le paure appartengono a tutti, all’essere umano – ha detto Kostner – e dobbiamo imparare a gestirle, dentro e fuori la pista».
«Il palcoscenico alle nuove generazioni»
L’ambasciatrice ha descritto l’accoglienza fananese per l’evento. «È stata calorosissima, non solo da parte di chi ha organizzato impeccabilmente l'evento, ma anche del pubblico – ha descritto – vedere lo stadio pieno e la gente che è venuta apposta per me è un grande piacere. Poi è altrettanto importante dare alle ragazze del posto che pattinano qui di vivere un momento di questo tipo, di vivere le emozioni, di pattinare davanti a un pubblico».
Kostner è oggi un’allenatrice e ha cambiato prospettiva. La nuova sfida sono le Olimpiadi invernali. «Per me è come un cerchio che si chiude – ha concluso – Io la mia prima Olimpiade l'ho fatta da portabandiera a Torino; mi ha lanciato in questi bellissimi vent'anni di carriera, ricchi di tantissime e bellissime emozioni, di crescita, di ricerca anche di me stessa e di quale sia il mio posto nel mondo. È ora di lasciare il palcoscenico alle nuove generazioni, affinché possano prendere in mano il loro sogno e trasmetterlo».
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