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Modena, la storia si ripete: al giro di boa è quasi sempre playoff

di Claudio Romiti

	Attilio Tesser, Paolo Bianco, Pierpaolo Bisoli e Paolo Mandelli
Attilio Tesser, Paolo Bianco, Pierpaolo Bisoli e Paolo Mandelli

Da Tesser a Bianco fino a Sottil: media punti più alta, ma classifiche simili

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MODENA. Quando arriva la fine dell’anno solare, per tutte le squadre di A e B è una sorta di punto e a capo. Innanzitutto perché in quel momento il campionato è a metà strada, esattamente nel senso che è finito il girone di andata, o quasi esattamente nel caso in cui l’ultima partita giocata prima del 31 dicembre sia stata la 18esima o la 20esima.

E’ un momento importante anche perché con l’inizio di gennaio comincia il mercato invernale, cioè la seconda e ultima possibilità di correggere la propria squadra, ingaggiando i profili di cui si avverte la mancanza o la penuria nella propria rosa, o sfoltendola se, per vari motivi, si ritiene opportuna l’uscita di qualche giocatore. Ovviamente anche per il Modena questo è il momento del punto e a capo, al quale i gialli arrivano, dopo 18 giornate, piazzati al settimo posto della classifica con 29 punti, a -8 dalla promozione diretta, ma dentro la zona playoff con un margine di 5 lunghezze sul nono posto.

Corsi e ricorsi della storia

E negli anni precedenti della gestione della famiglia Rivetti la squadra gialloblù come era piazzata in occasione del punto e a capo prima del mercato di gennaio? Diciamo subito che nei tre anni di Serie B c’erano situazioni di classifica non molto diverse da quella attuale. L’eccezione infatti è rappresentata dal campionato di Serie C, che dopo 20 giornate vedeva il Modena in vetta alla graduatoria del Girone B con 48 punti, alla pari con la Reggiana che però risultava prima per migliore differenza reti (+29 contro +24), ma a +11 sul Cesena terzo e a +15 sull’Entella quarta. In pratica la vittoria nel girone era ormai diventata un questione a due con i granata.

Nel primo anno di Serie B (22/23) la fine dell’anno solare coincideva col giro di boa del torneo e la squadra di Tesser dopo 19 giornate girò al nono posto, a quota 25, staccato di una sola lunghezza dal terzetto Parma-Sudtirol-Ternana che a pari punti chiudeva la griglia playoff, ma soprattutto a +3 sulla zona rossa, dato che l’obiettivo era la salvezza. Nella stagione successiva il Modena di Paolo Bianco, anche allora si era a metà campionato, con 28 punti era ottavo, quindi sull’ultimo gradino dei playoff, avendo un margine di 3 lunghezze sulla nona della graduatoria e uno, di una certa sicurezza (anche se in B non ci si può mai fidare…) sulla zona play out distante 8 punti.

Medie punti a confronto

Nell’ultima delle tre stagioni di B la situazione non era cambiata di molto: la squadra, partita con Bisoli in panchina poi passata a Paolo Mandelli, nonostante il buon impatto avuto da quest’ultimo, girava, dopo 20 partite, al nono posto con 25 punti, -2 dai playoff e +5 sui play out. Come si vede, anche se la media punti del Modena di Sottil (1,61) è più alta nei quattro anni di B, rispetto a Tesser (1.31), Bianco (1,47) e Bianco-Mandelli (1,25), il range di classifica prima del mercato invernale rimane sempre tra settimo a nono posto, da lì non si schioda. Pur in annate partite con obiettivi societari un po’ diversi tra loro, solo salvezza con Tesser, che comunque arrivò a sfiorare i playoff, qualcosa in più con Bianco e con Bisoli e, dichiaratamente, gli spareggi promozione con Sottil. Diventa quindi importante anche il mercato invernale già iniziato per cercare almeno di difendere l’attuale posizione nella griglia play. Meglio ancora incrementarla, per stare nel sicuro. Sempre perché in Serie B…

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