Insulti a un arbitro 17enne, il dirigente della squadra gli scrive: «Gli ho chiesto scusa»
Daniele Denti, responsabile settore giovanile Atletic River
Episodio di fair play. Daniele Denti, responsabile del settore giovanile dell’Atletic River (Bomporto): «Era alla sua prima esperienza, abbiamo esagerato con le parole. Così ho fatto di tutto per trovare il suo numero e scrivergli»
BOMPORTO. Prima partita col fischietto in bocca. A soli 17 anni le gambe tremano, la pressione è alta. Ma la passione ti spinge a essere la domenica mattina su un campo da calcio per arbitrare. Il debutto non è esattamente come l’avevi sognato: uno, due, tre decisioni contestate, tra cui falli non fischiati e un paio di fuorigioco. Intanto dagli spalti parte una pioggia di insulti decisamente esagerata.
Il racconto del dirigente
«Gli hanno iniziato a urlare di tutto. Anzi, “abbiamo”, dato che oltre ai genitori sugli spalti – racconta Daniele Denti, responsabile settore giovanile dell’Atletic River –, anche lo staff e i nostri giocatori si sono accaniti contro di lui. Sembrava lui la causa della nostra brutta prestazione, ma di fronte a una sconfitta per 9-1 si è indifendibili. Ciò che è stato detto all’arbitro 17enne ha davvero superato il limite. Così, finita la partita, ho fatto di tutto per trovare il suo numero e chiedergli scusa».
Cosa è successo
È una storia di fair play e umanità che ci porta sul campo dell’Atletic River, a Bomporto, in una partita persa ieri mattina, 18 gennaio, dagli under 14, categoria Giovanissimi, a suon di gol, contro la Solierese. «Era la sua primissima esperienza – continua Denti – ed era accompagnato da un tutor della Figc che osservava la sua prestazione. Prima della partita mi ero raccomandato con giocatori, staff e genitori di sostenerlo e cercare di non mettergli pressione. Ma una volta iniziata la gara la componente agonistica ha preso il sopravvento. Ad ogni gol subito gli animi si scaldavano e il ragazzo ha sbagliato qualche decisione arbitrale di troppo. Insomma, era visibilmente agitato, e noi di certo non l’abbiamo messo nelle condizioni di essere sereno, sono volati insulti davvero pesanti. Io ho una figlia della sua età e a mente fredda, dopo la partita, mi sono messo nei suoi panni. Così – spiega Denti – ho cercato il suo numero tra i ragazzi del settore giovanile suoi coetanei, e dopo un po’ di ricerche l’ho trovato».
Il messaggio di scusa
La conversazione tra il dirigente e il ragazzo sono state pubblicate sulla pagina Facebook dell’Atletic River. Oltre alle scuse a nome della società, nel messaggio inviato da Denti non manca un augurio di «continuare serenamente il tuo percorso, il calcio ha bisogno di ragazzi come te, siete davvero preziosi. Spero di aver modo di rivederti al campo per le scuse di persona. Non mollare mi raccomando!!». I due si sono poi scambiati diversi messaggi, il ragazzo lo ha ringraziato calorosamente, augurando al dirigente «di poter fare un buon campionato e di raggiungere gli obiettivi. Grazie mille di tutto».
«Non potevo non farlo»
Un piccolo grande gesto quasi paterno, intriso di empatia e umanità. «Come potevo non farlo? – si chiede Denti – Il calcio deve essere un veicolo di valori, ma a volte mostra il suo lato peggiore e l’arbitro diventa il capro espiatorio su cui sfogare le proprie frustrazioni, che arrivano anche da fuori dal rettangolo verde. Il simbolico rimborso delle Figc, di certo, non ripaga gli insulti pesanti che tanti direttori di gara si prendono alla domenica. E spesso, purtroppo, questi insulti arrivano proprio dai genitori dei ragazzini. Noi dobbiamo crescere in primis persone perbene e con dei valori, e poi bravi calciatori», conclude Denti.
