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Dalla Promozione con il Maranello alla Kings League in Brasile: l’avventura di “Evan”

di Nicolò Dorati

	"Evan" in azione e con i compagni della nazionale
"Evan" in azione e con i compagni della nazionale

Marco Evangelisti protagonista nella World Cup del torneo di calcio-spettacolo: «Ho lavorato con lo streamer Blur e grazie a lui sono entrato in squadra»

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MARANELLO. Dieci giorni fa era in Brasile a giocare la Kings League, oggi è tornato nel modenese per difendere i colori del Maranello. Marco Evangelisti, per tutti “Evan”, ha attraversato due realtà calcistiche completamente diverse: il calcio-spettacolo sotto i riflettori e quello della Promozione, fatto di campo e continuità.Un "eroe dei due mondi" in versione calcistica: Evan è volato in Sud America per la Kings World Cup, la versione internazionale della Kings League italiana, torneo social di calcio a 7 diventato in poco tempo un fenomeno tra i più giovani.

L’opportunità

«Un’esperienza unica» ha raccontato alla Gazzetta. La storia di Marco in Kings League è strettamente legata a Gianmarco Tocco - in arte Blur - celebre streamer e presidente di uno dei club in competizione. «Conosco Gianmarco - sono le parole del difensore modenese - da diversi anni, lavorando per lui come moderatore e avendo instaurato un rapporto di amicizia, mi è stata offerta l’opportunità di diventare un giocatore». Proprio Blur è stato fondamentale per il movimento Kings: «È uno dei principali catalizzatori della sua crescita e popolarità e lo dimostrano anche i dati. Riesce ad attirare spettatori e nuovi appassionati, creando un legame diretto tra la community online e la competizione sportiva», ci racconta Evan. Poi la convocazione per il torneo in Brasile, a cui hanno partecipato solo i migliori calciatori della competizione italiana: una vera e propria Nazionale in versione Kings. «Al momento della convocazione ho provato grande soddisfazione e orgoglio per l’opportunità di vestire la maglia azzurra e rappresentare l’Italia. Ho condiviso subito questa notizia con la mia famiglia, che mi ha sempre seguito e sostenuto».

Il torneo

L’Italia ha sorpreso tutti superando i gironi da imbattuta, com’è stato possibile? Evan ha le idee chiare: «Grazie alla presenza di numerosi giocatori di qualità - Matteo Perrotti su tutti - e al lavoro di uno staff che ha preparato le partite in modo impeccabile». Marco ha avuto anche la possibilità di calciare un “Reverse Penalty”, chiamato così perché in caso di errore attribuisce il gol alla squadra avversaria. «La decisione di affidarmi l’esecuzione del rigore è stata presa dall’Algeria, come previsto dal regolamento. Sul dischetto ero sereno, avevamo provato questa situazione in allenamento». C’era fiducia anche per la sfida ai padroni di casa, ma, come ben si sa, tutte le cose più belle hanno una fine e contro il Brasile è arrivata l’eliminazione. «Era la squadra più forte, ma provenivano da una serie di prestazioni non impeccabili e forse anche per questo abbiamo pensato non fosse così difficile superarli», racconta Evan, «avremmo potuto fare di più, ma una serie di eventi ha indirizzato la partita a loro favore già nei primi minuti. Essendo una delle squadre favorite e giocando davanti al proprio pubblico, non c’è stato molto da fare». Più di tutto resta l’esperienza, che ha concesso a Evangelisti di crescere sia a livello personale che tecnico. «È stata un’esperienza molto significativa: la possibilità di allenarmi e confrontarmi con giocatori di alto livello mi ha consentito di apprendere molto».

Ora Evan torna a essere Marco e a Maranello il futuro ha un imperativo chiaro: mantenere la categoria. «L’obiettivo fin dall’inizio del campionato è salvarci, possibilmente evitando i playout. Al termine della stagione faremo i conti per valutare la posizione raggiunta in classifica».

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