Addio a Angelo Ottani, bandiera del Modena e “incubo calcistico” di Sivori
Morto a 89 anni l’ex centrocampista che con la maglia gialloblù ha collezionato 237 presenze e 1 gol. Il funerale in forma privata a Sassuolo, dove viveva e aveva giocato e allenato al termine della carriera professionistica
SASSUOLO. Un altro ex gialloblù ci ha lasciati. Ha già avuto luogo questa mattina (3 febbraio) in forma privata a Sassuolo, dove viveva, il funerale di Angelo Ottani, deceduto all’età di 89 anni.
Il cordoglio della sua Sassuolo
Il sindaco di Sassuolo Matteo Mesini e la vicesindaca Serena Lenzotti lo hanno ricordato con un messaggio di cordoglio, a nome di tutta la comunità sassolese: «Punto di riferimento per generazioni innamorate del calcio, poi stimatissimo professionista: appassionato e competente nel suo lavoro di restauratore. Sassuolo perde un amico».
La carriera di Ottani
Chi ha i capelli bianchi lo ricorda bene, per gli altri valgano solo alcuni dati: 237 partite ufficiali e un gol con la maglia del Modena. Una carriera quasi tutta all’ombra della Ghirlandina per Ottani, nato a Sassuolo il 18 maggio 1936, che aveva svestito il giallo e il blu solo negli ultimi anni da calciatore in C (Cremonese) e col Sassuolo tra i Dilettanti, prima di fare anche l’allenatore nelle giovanili neroverdi. Una vita da mediano, la sua, iniziata nelle giovanili del Modena, conquistando anche il titolo nazionale del Campionato Ragazzi (1955) col maestro Grandi che, nella stagione successiva, in prima squadra lanciò diversi dei suoi ragazzi, da Aguzzoli a Goldoni, da Grossi a Ottani, poi tra i protagonisti del doppio salto dalla C alla A (60/62). Se giochi in Serie A, nella tua vita da mediano sai già che dovrai marcare gli avversari più bravi, quelli che allora avevano, per diritto, la maglia numero dieci.
I duelli in campo con Sivori
Negli occhi di chi oggi ha i capelli bianchi sono rimaste soprattutto le immagini dei suoi duelli con Omar Sivori, il talento della Juventus, andati in scena in due campionati di A: nel 62/63 una vittoria (2-1) per la Juve e un pareggio (0-0), l’anno dopo un successo del Modena (1-0) e un pareggio (0-0). Bilancio dunque in perfetta parità tra le due squadre, ma i duelli singoli li vinse Ottani, perchè Sivori non riuscì mai a segnare, in due campionati in cui ‘El Cabezòn, come era soprannominato il fuoriclasse, fece, rispettivamente, 16 e 13 gol. Dopo quel primo anno in A lo voleva Helenio Herrera all’Inter, ma il Modena lo dichiarò incedibile e anni dopo, preso il patentino da allenatore, di nuovo l’Inter lo cercò, ma Angelo Ottani non volle lasciare il suo lavoro di restauratore di mobili antichi. Nel quale, a detta di tutti, il numero dieci era lui. Alla moglie Liliana e alle figlie Angela e Stefania le condoglianze della Gazzetta di Modena.

