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Consolati svela i retroscena del Modena: «Così abbiamo scoperto Massolin e Nieling»

di Andrea Lolli

	Yanis Massolin (a sinistra) e Bryant Nieling
Yanis Massolin (a sinistra) e Bryant Nieling

Il vice di Andrea Catellani: «Col mio staff vediamo 1500 partite all’anno»

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MODENA. Dal settore giovanile alla prima squadra in un percorso che sta portando il Modena a diventare un modello sulla scia delle realtà di provincia che hanno saputo conquistare la ribalta e i riflettori della Serie A. C’è tanto lavoro dietro le quinte nella costruzione della rosa di una squadra come quella gialloblù e a portarlo avanti è un team sempre più ramificato e giovane, guidato da Andrea Catellani. Al suo fianco Alessandro Consolati che giovedì 12 in serata, ospite della trasmissione Barba e Capelli di Trc, ha raccontato il metodo di lavoro che ha portato sotto la Ghirlandina tanti dei protagonisti di questa stagione.

Come si struttura un’area scouting come quella del Modena?

“Innanzitutto ci vuole tempo per avere frutti perché oltre a trovare le persone giuste per i diversi ruoli ne serve altro per visionare e archiviare tanti giocatori. Personalmente guardo almeno 300 partite all’anno che arrivano intorno alle 1500 se sommiamo tutte quelle visionate dall’intero staff. Operativamente ci suddividiamo i campionati da analizzare e visioniamo tanti video poi quando troviamo giocatori interessanti per i nostri parametri li andiamo a vedere sul campo più volte in più persone diverse”.

Come avete scoperto Massolin e cosa vi ha convinto di lui?

“Lo seguivamo da due anni e abbiamo iniziato a vederlo dal vivo da ottobre 2024. E’ un giocatore duttile, che può occupare diverse posizioni da metà campo in su. Il suo sviluppo penso possa esser quello di mezz’ala destra o può fare uno dei due trequarti alle spalle della punta. La sua struttura fisica unita alla mobilità articolare e alle capacità tecniche sono un mix davvero importante di qualità, ma il Massolin che vediamo ora è cresciuto tanto con il lavoro del mister e dello staff”.

Come lo avete convinto a venire a Modena?

“Abbiamo parlato con il padre, che è un ex giocatore, e con la società. Sono tutti rimasti colpiti dal progetto che avevamo per lui e abbiamo anche rischiato spiegando che non sarebbe stato un inserimento immediato in squadra poiché avrebbe dovuto fare un determinato tipo di lavoro”.

Pensa che possa imporsi anche in una squadra come l’Inter?

“E’ una squadra che per il tipo di gioco che pratica può dargli la possibilità di sfruttare le sue qualità. Avrà il ritiro per mettersi in mostra e poi vedremo, ma alla lunga penso abbia la possibilità di fare bene. E’ importante il fatto che loro abbiano visto qualcosa di diverso in lui per come lo hanno voluto e con quale decisione”.

E poi un altro colpo importante è stato Nieling.

“Abbiamo investito 900 mila euro, lo abbiamo scovato nel Cambuur che è secondo quest’anno e va verso la promozione nella massima serie olandese. Lo abbiamo visto almeno sei volte dal vivo in tre persone diverse poi lo abbiamo incontrato cenando con l’agente e la famiglia. Abbiamo capito così che aveva qualità diverse, difensori così strutturati e con un piede mancino di quel tipo sono difficili da trovare anche in Serie A”.

Anche su di lui avete lavorato come per Massolin?

“Certo, per i parametri italiani nonostante la struttura era un po’ carente nel gioco aereo così mister e staff hanno deciso di farlo lavorare con i palloni appesi a una corda per migliorare il tempo di salto e l’utilizzo delle braccia. I numeri dicono che sia migliorato sia nei duelli a terra che in quelli aerei”.

Lo scorso anno, invece, vi eravate mossi di più sul mercato italiano.

“Esatto, avendo iniziato il nostro percorso da meno tempo avevamo pensato di andare un po’ più sul sicuro. Per questo abbiamo scelto giocatore come Idrissi, che ora sta facendo bene con il Cagliari, o Kamate che ha esordito con l’Inter pochi giorni fa in Coppa Italia facendo anche un assist. Senza dimenticare Dellavalle, diventato un pezzo pregiato per la nostra squadra, o Tonoli su cui abbiamo fatto un investimento a gennaio scorso anticipando la concorrenza”.

Anche altri giocatori, intanto, si stanno mettendo in mostra.

“L’ultimo è Nador, giocatore che Catellani ha portato al Chievo e poi ci ha seguito alla Spal. Lo avevamo tenuto sotto controllo e lo abbiamo portato a Modena poi da quando è in campo in quattro partite non abbiamo subito nessun gol. Possiamo poi parlare anche di Beyuku, che non ha offerto prestazioni costanti per la giovane età e per gli avversari che di volta in volta si trova di fronte. Anche lui è un ragazzo di carattere, determinato, con voglia di migliorare e poi per le sue caratteristiche può giocare in più posizioni senza dimenticare i tre gol messi a segno”.

L'ultimo arrivato, invece, è Imputato.

"Lo conoscevamo bene perché lo abbiamo avuto al settore giovanile della Spal. Successivamente lo abbiamo seguito nelle nuove esperienze fino all'approdo al Monopoli dove ha fatto bene. L'impatto che ha avuto esordendo a Venezia penso dica tanto dell'importanza che potrà avere".

Tornando ai giocatori stranieri, come li aiutate ad inserirsi in Italia?

"Abbiamo Paolo Ricchi, nostro team manager, che da modenese conosce alla perfezione la città poi abbiamo un corso di italiano che li aiuta ad integrarsi nel gruppo. Vorrei menzionare anche il protocollo nutrizionistico di cui beneficiano tanto soprattutto coloro che vengono da culture diverse".

Come state lavorando per il prossimo anno?

"Nella prima parte di stagione ci siamo dedicati a monitorare determinate cose, mentre nella seconda parte andremo su obiettivi decisamente più specifici. Al di là di questo ci sono una decina di giocatori su cui siamo più focalizzati per il prossimo anno, ma abbiamo un gruppo forte e con tanti contratti pluriennali quindi vedremo come muoverci sapendo che non ci sarà necessità di tanti cambiamenti".  l