Gazzetta di Modena

Sport

L’evento sportivo

Rugby, al Mirabello la finale di Coppa Italia: in campo Valorugby col Pedrarca Padova

Nicolò Valli
Rugby, al Mirabello la finale di Coppa Italia: in campo Valorugby col Pedrarca Padova

Reggio Emilia: la partita sabato alle 15. Il sogno di portare altri grandi eventi in città

4 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Una prima assoluta per un grande evento non solo sportivo ma anche di promozione del territorio. Reggio ospita per la prima volta la finale di Coppa Italia del massimo campionato di rugby ed il conto alla rovescia è già iniziato. L’appuntamento è in programma sabato alle 15 allo stadio Mirabello e vedrà in campo il Valorugby Emilia e il Petrarca Padova. In palio, nello stadio che ha fatto la storia della Reggiana Calcio e da qualche anno la casa del rugby, c’è la coppa, che ha visto arrivare in finale i “Diavoli”, bravi a sconfiggere le Fiamme Oro in semifinale, e il Petrarca, che ha regolato il Viadana.

Ieri l’evento è stato presentato in Comune, che ha dato il patrocinio all’evento al pari della Fondazione dello Sport. Tra i relatori anche Giulio Arletti, presidente della Lega Italiana Rugby nonché numero uno del Viadana: «La decisione del Consiglio federale di assegnare alla Lega l’organizzazione dell’evento rappresenta un riconoscimento importante del lavoro svolto. L’organizzazione delle finali non è solo un momento sportivo di altissimo livello, ma un’opportunità strategica per dare visibilità al rugby d’élite, rafforzare il rapporto con i territori e offrire a club e appassionati eventi all’altezza del valore espresso in campo». Arletti spiega di aver scelto la nostra città a prescindere dall’esito della semifinale; Reggio è stata premiata infatti come città del Tricolore ma anche per gli 80 anni del rugby: un compleanno che merita un riconoscimento simile. Arletti, dall’alto della sua carica, non se la sente di azzardare pronostici ma assicura che quella di sabato sarà «una gara maschia e combattuta, speriamo ci sia bel tempo per favorire il gioco. Il Petrarca ha dominato le stagioni recente mentre il Valorugby è in crescita. Il patron Enrico Grassi ha fatto crescere il movimento della palla ovale a Reggio. Credo che ci vorrebbero tanti Grassi in giro per l’Italia, anche se al tempo stesso non bisogna dipendere solo dall’impegno di un mecenate».

Il presidente di Lega non esclude, un domani, di organizzare altri eventi al Mirabello: «Spostare da Parma a Reggio la finale scudetto? Assegnare il titolo di campioni d’Italia prevede un numero di spettatori decisamente superiore a quello per la Coppa Italia, ma se il Comune collaborasse per un’altra tribuna, perché no...». Lo stesso Grassi, assente ieri, ha fatto arrivare il proprio messaggio: «Ringraziamo la Federazione Italiana Rugby che ha accolto la proposta della Lega di disputare la Finale di Coppa Italia 2026 allo Stadio Mirabello – le parole del cowboy –. Con il cap celebrativo ricevuto dal presidente e dal Consiglio Federale in occasione della prima partita del 6 Nazioni lo scorso 6 febbraio e la scelta di Reggio quale sede di una Finale nazionale, sono premiati gli 80 anni del rugby reggiano». La dirigente granata Valeria Prampolini spera, al pari di tutta la società, di replicare il successo del 2019 alzando il trofeo a sette anni di distanza dallo storico successo maturato allo stadio Lanfranchi: «La sfida con le Fiamme Oro mi ha messo a dura prova – scherza–. Sarebbe stato difficile essere qui senza ilValorugby. La squadra ci crede, quest’anno ci stiamo togliendo qualche risultato in più e il gruppo è anche molto unito».

L’assessora allo Sport Stefania Bondavalli ha illustrato anche le potenzialità che questa sfida offre anche da un punto di vista turistico: «È un traguardo che valorizza la storia del rugby reggiano, che proprio quest’anno festeggia ottant’anni di attività, e al tempo stesso costituisce una straordinaria opportunità di visibilità e crescita per l’intero territorio. In stretta collaborazione con la Lega e con Valorugby abbiamo lavorato per dare vita a un appuntamento di alto profilo sportivo ma anche profondamente radicato nella città, capace di coinvolgere il centro storico, il mondo associativo, il volontariato e le eccellenze locali. Sport, accoglienza, cultura, sostenibilità e partecipazione sono i pilastri di questa giornata. Reggio Emilia è pronta ad aprire le sue porte a tifosi e visitatori provenienti da tutta Italia, offrendo non soltanto una finale di grande livello, ma anche l’opportunità di conoscere da vicino la nostra comunità».l © RIPRODUZIONE RISERVATA