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Sara a tu per tu con Conor McGregor: «Campione e uomo umile»

di Fabiana Donato

	Sara Orlandi e Conor McGregor
Sara Orlandi e Conor McGregor

La modenese Orlandi, figlia della “colonna” dello Shoot Team Roberto, ha incontrato il numero 1 delle MMA al pub The Black Forge Inn di Dublino: «Appena ha saputo del mio compleanno, mi ha fatto gli auguri»

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MODENA. Com’è possibile incontrare una star mondiale come Conor McGregor? Si dice che “Il destino favorisce chi osa”, l’intraprendenza e un pizzico di fortuna sono gli ingredienti vincenti dei sognatori.

Galeotta la festa in Irlanda

La modenese Sara Orlandi lo è, ma è soprattutto un talento italiano all’estero, e lei di ambizioni e coraggio ne ha da vendere. Senza nulla di programmato e con solo la voglia di viaggiare e festeggiare i suoi 33 anni “in valigia”, Sara raggiunge uno dei sogni del papà, stimato istruttore dello Shoot Team Modena: incontra Conor McGregor che saluta il team e la città, con autografo e dedica sulla maglia della sua squadra di calcio, la Black Forge FC.

Niente è stato “programmato ad hoc”, perché mai Sara avrebbe potuto immaginare di incontrarlo, ma l’occasione unita a delle scelte inedite in divenire, hanno reso possibile questa avventura.

Tutto è iniziato dalla decisione di fare un weekend fuori porta e festeggiare il suo compleanno in una delle più belle città europee: Dublino.

Un’ispirazione improvvisa nata dalla volontà di seguire il proprio istinto, lasciandosi anche guidare dai racconti del padre che fin da quando era piccola, ha raccontato a Sara quanto fosse bello il mondo degli sport da combattimento.

Così, unendo l’ambizione, la voglia di esplorare e qualche racconto che ha influenzato la sua crescita, ha scelto di compiere questo viaggio, e di culminare l’avventura proprio nel locale di uno dei numero 1 al mondo delle arti marziali miste (MMA).

McGregor è l’idolo del padre

Sara non è una combattente. Lavora a Lussemburgo, ma proprio in occasione del suo compleanno, ha deciso con un gruppo di amici di organizzare una breve gita, cogliendo al volo i biglietti per un viaggio a Dublino.

Alla fine dell’avventura, l’esperienza unica dell’incontro con McGregor. Sara ha pensato di andare al The Black Forge Inn, il pub del noto campione UFC di cui papà Roberto Orlandi (“colonna” dello Shoot Team Modena di Emiliano Lanci, Paolo Salati e Killian Tartarini), gli ha tanto parlato.

Appena entrati, i giovani hanno avuto la possibilità di fare la foto con la cintura UFC di McGregor, in un’atmosfera scenografica, con luci a led, una corona, e l’emozione al massimo.

Proprio quando stava per fare quello che credeva che fosse l’ultimo brindisi di “Conor secret”, cocktail di punta del pub, ai suoi 33 anni, lei e i suoi amici rimasti a festeggiare, hanno l’occasione di spostarsi nel lounge bar a fare quattro chiacchiere.

All’improvviso è entrato chi non ci si sarebbe mai e poi mai aspettati di incontrare. Un uomo dai capelli rossicci e dalla muscolatura potente, ma soprattutto dal sorriso caloroso che ha inondato la stanza con solarità e allegria: lo stesso Conor McGregor, l’idolo di papà Roberto.

«Ha festeggiato con noi»

«Non ho avuto a che fare con il Conor McGregor lottatore, ma con un uomo davvero gentile, umile, che scambia sempre quattro chiacchiere quando può – racconta Sara – con le persone che gli fanno visita. Appena ha saputo del mio compleanno e che il mio papà lavora in una prestigiosa palestra modenese, non ci ha pensato due volte: ha festeggiato con noi e firmato la maglia della sua squadra e ha detto a pieni polmoni “Train hard and we'll see you up there!”. U n vero augurio a puntare in alto, salutando il team della mia città, Modena. Papà e tutto lo Shoot Team sono rimasti senza parole quando hanno sentito pronunciare il nome della palestra da uno dei numero 1 al mondo».

Con l’invito a “non mollare mai” di McGregor, Sara ha riportato a casa più di un semplice viaggio. Un’esperienza destinata a rimanerle per sempre nel cuore e la dimostrazione come le persone umili e gentili restino tali anche quando diventano campioni UFC di MMA.

Il vero successo è restare umani, non accumulare titoli. Conor McGregor lo ha dimostrato senza ricorrere a una sconfitta per ko, ma con un sorriso gentile e l’ispirazione che solo un vero fighter sa trasmettere.

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