Formula 1, gli ex meccanici di Schumacher e Raikkonen sono scettici: «Sembra Formula E...»
L’opinione di Gianni Peterlini, più conosciuto come “Attila”, che è stato capomacchina di Michael Schumacher e Adriano Casolari, capotecnico di F1, che ha lavorato con tanti piloti, ultimo dei quali Kimi Raikkonen
MODENA. Incoraggiante inizio di Mondiale per la Ferrari che, occasione del primo GP della stagione, che si è corso in Australia sul circuito di Melbourne, ha conquistato il terzo gradino del podio grazie a Leclerc con Hamilton subito alle sue spalle. Non è sufficiente, però, questa gara per capire a fondo le potenzialità delle varie scuderie, perché questo è un campionato che si preannuncia già con tutta una serie di incognite e problematiche, che non hanno eguali in questo sport: innanzitutto la difficile situazione del Medio Oriente, a causa del conflitto che vede protagonisti Iran, Israele e Stati Uniti, ha messo a forte rischio di cancellazione ad aprile i Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita.
Nuove regole
Altra incognita riguarda le vetture che scenderanno in pista, per disputare questo Mondiale: i nuovi regolamenti hanno pesantemente influito sulle monoposto stesse, che sono di fatto rivoluzionate: la potenza complessiva del Power Unit sarà infatti composto dal 50% da energia elettrica e dal 50% da motore termico. Per quanto riguarda i cambiamenti strutturali verrà abolita la MGU-H (recupero energia dal turbo) per semplificare il motore. Il nuovo sistema ibrido e l’uso di biocarburanti avanzati renderanno la gestione dell’energia in frenata fondamentali. Ed è proprio su questo aspetto che vi sono già stati dei pareri non proprio lusinghieri su queste nuove monoposto. Lo stesso Bernie Ecclestone, per anni patron della F1, così come molti piloti hanno espresso preoccupazione e perplessità.
Peterlini e Casolari
Per capire più a fondo la situazione, abbiamo chiesto un’opinione a Gianni Peterlini, più conosciuto come “Attila”, che è stato capomacchina di Michael Schumacher e Adriano Casolari, capotecnico di F1, che ha lavorato con tanti piloti, ultimo dei quali Kimi Raikkonen. «Non credo che questi nuovi regolamenti siano molto graditi ai piloti-spiega Casolari-. Per loro sarà molto difficile guidare queste monoposto, perché dovranno pensare di dover risparmiare, il che significa rallentare, per ricaricare le batterie. Il pilota dovrà imparare a ragionare più da ingegnere che da pilota. Ritengo, però, che i piloti, che sono dei professionisti, dopo i primi due-tre Gran Premi si adatteranno alla nuova guida. Forse quelli che avranno più difficoltà saranno, invece, i tifosi. A me, che sono della “vecchia guardia,” questi regolamenti non convincono a fondo, perché ritengo che tolgano molto allo spettacolo».
Sulla stessa lunghezza d’onda Gianni Peterlini: «È difficile capire come sarà questa nuova Formula Uno, perché non servirà più che il pilota spinga al massimo, per poter ottenere dei risultati, in quanto, se scarica le batterie, il suo impegno risulterà nullo-spiega Peterlini-. A questo punto, non sarà più così importante avere il pilota migliore, perché non servirà. Ritengo, però, che sia necessario seguire almeno due-tre Gran Premi, per capire tutto il meccanismo. I risultati ottenuti nel primo appuntamento della stagione non sono così significativi per comprendere la reale potenzialità dei vari team. Anche i piloti si sono già espressi dicendo che questa Formula assomiglia sempre più alla Formula E, speriamo che non sia così».

