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Il caso

«Offese razziste ai calciatori»: tensione nella partita Under 15 tra Medolla e La Pieve Nonantola

di Alessandro Annovi

	Nel match Medolla San Felice-La Pieve
Nel match Medolla San Felice-La Pieve

L’arbitro non sente, ma la società ospite ricorre alla Figc

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MEDOLLA. Un episodio tutto da chiarire, ma gravissimo se venisse confermata la versione delle persone offese durante una partita di campionato della Figc, categoria Giovanissimi Under 15 provinciale.

L’episodio

Domenica mattina – 8 marzo - si è giocata la partita Medolla San Felice contro La Pieve Nonantola. Una sfida a senso unico sul campo, visto che la squadra di casa si è aggiudicata la vittoria con un tennistico 6 a 0. Nonostante questo, anche a causa di alcune scelte arbitrali contestate, la situazione si è scaldata, con alcuni giocatori del Medolla San Felice che, a detta di alcuni presenti, avrebbero iniziato a sbeffeggiare gli avversari. A cinque minuti dal termine, però, lo staff e i giocatori granata in panchina avrebbero sentito insulti razzisti ai danni di due compagni di squadra, ragazzi di colore. Una situazione che ha costretto a una risposta da parte dell’allenatore Massimo Rinaldi, il quale ha deciso di sostituire i due attaccanti e mandarli a fare la doccia, per protesta e per evitare che i due cadessero nelle provocazioni.

Giocatori sostituiti

La squadra ospite è stata costretta a giocare 9 contro 11 per gli ultimi minuti della gara, con anche il resto della panchina che si è diretta sotto negli spogliatoi per scongiurare situazioni peggiori e per sottolineare la gravità dell’episodio. Il direttore di gara era affiancato, per il match, da un tutor, naturalmente avvertito della situazione da parte dei dirigenti granata, ma nessuno dei due avrebbe udito le parole offensive pronunciate all’indirizzo dei giocatori di colore. Anche gli allenatori del Medolla San Felice non avrebbero udito le frasi contestate. Andando a colloquio con i ragazzi di entrambe le squadre, le versioni sono risultate differenti. Le società hanno deciso di dialogare, cercando di arrivare alla radice di quanto successo. Vista la situazione incerta basata solo sulla testimonianza di alcuni presenti, la società di Medolla ha difeso i due tesserati accusati, riconoscendo in loro ragazzi molto educati e non soliti a trovarsi in queste situazioni.

Le dichiarazioni del Medolla San Felice

Il direttore generale Lorenzo Bordini e il responsabile del settore giovanile Riccardo Manicardi hanno fatto capire, comunque, che le intenzioni del Medolla San Felice sono quelle di collaborare con la società granata. «Mi trovo a Medolla da ormai cinque anni – ha dichiarato Bordini – e qui non tolleriamo in alcun modo gesti di questo tipo. Sono accuse molto gravi e se si rivelassero vere, saremmo pronti a prendere provvedimenti disciplinari sui ragazzi e a fare in modo che si scusino con i giovani vittime delle offese». La società nonantolana ha deciso di contattare la Figc, ma si dovrà comunque attendere il comunicato di giovedì per sapere se l’arbitro ha segnalato a referto l’accaduto. In attesa del giudice sportivo, la risposta delle due società fa capire che non c’è più spazio per tollerare simili episodi.