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Modena-Piacenza, ritorno al passato

di Lara Lugli
Modena-Piacenza, ritorno al passato

I gialloblù vinsero in gara-1 dei quarti al PalaPanini anche nel 2023

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MODENA. Poiché il futuro è incerto e ci si può limitare solo a pronostici che il campo è sempre pronto a smentire, vale la pena dare uno sguardo al passato. Non per cercare risposte definitive, ma per capire come certe storie, nello sport, abbiano una curiosa tendenza a ripresentarsi.

Corsi e ricorsi del derby

La vittoria di Modena in gara-1 contro Piacenza, arrivata al termine di una battaglia chiusa al tie-break, ha riaperto un piccolo cassetto della memoria gialloblù. Perché l’ultima volta che Modena era riuscita a conquistare gara-1 di un quarto di finale playoff risale alla stagione 2022-2023.

Anche allora il teatro era lo stesso, il PalaPanini, e anche allora dall’altra parte della rete c’era Piacenza. Il risultato? Ancora 3-2. Una partita combattuta, tirata, quasi una fotocopia emotiva di quella vissuta ieri sera: set lunghi, equilibrio, tensione che cresce punto dopo punto e il pubblico modenese a spingere la squadra oltre i propri limiti. Quella serie, però, prese poi una piega diversa. Piacenza riuscì a ribaltare il confronto e a chiudere 3-2 la serie, eliminando Modena dopo cinque gare.

Un precedente che inevitabilmente torna alla mente dei tifosi gialloblù, più per prudenza scaramantica che per reale timore. In quella serie Modena partì con grande sicurezza, forte di due vittorie nei primi due confronti. Gara-1 al PalaPanini finì al tie-break dopo una sfida durissima, così come in gara-2 al PalaBanca i gialloblù riuscirono ancora a imporsi al quinto set, portandosi avanti nella serie. Sembrava l’inizio di un percorso in discesa, ma da lì la storia cambiò.

Con la possibilità di chiudere la qualificazione davanti al proprio pubblico, Modena si fermò e Piacenza trovò nuove energie: i biancorossi espugnarono il PalaPanini con un netto 3-0 e pareggiarono la serie vincendo anche gara-4 al PalaBanca.

La sfida decisiva tornò a Modena. I gialloblù partirono fortissimo, sospinti da un palazzetto gremito e capace di trascinarli fino al doppio vantaggio nei set. Piacenza dimostrò tutta la propria tenacia: rimontò la partita e conquistò l’accesso alle semifinali scudetto, dove il suo cammino si fermò poi contro Trento. Perché i playoff, per definizione, sono territori instabili: una singola partita non racconta mai tutta la storia.

Cosa è cambiato

Gara-1 serve a rompere l’equilibrio, a dare un primo indirizzo emotivo alla serie, ma non decide nulla. Eppure qualcosa di diverso, rispetto a quel precedente, si può intravedere. La Modena di oggi è una squadra giovane, costruita su un progetto tecnico che durante la stagione ha trovato sempre più solidità. All’inizio dell’anno era circondata da una curiosità quasi diffidente: tanti volti nuovi, molti giocatori alla prima vera esperienza da protagonisti in un contesto ad alta pressione.

La rimonta da 0-2, la capacità di annullare un match point e la freddezza mostrata nel tie-break raccontano di un gruppo che ha imparato a stare dentro le partite lunghe, quelle dove il talento conta ma il carattere pesa ancora di più. Piacenza resta un avversario di altissimo livello, con esperienza, fisicità e una qualità tecnica che può cambiare l’inerzia di qualsiasi gara. La vittoria modenese in gara-1 assume un valore ancora più interessante. Non decisivo, certo. Ma indicativo.

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