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La tradizione

La stagione dei motori parte dall’Autodromo nel nome di don Ruspa

di Claudio Flori

	Don Giulio Migliaccio benedice i piloti in Autodromo
Don Giulio Migliaccio benedice i piloti in Autodromo

Rinnovata la benedizione a Marzaglia con piloti da tutta Italia nel ricordo di don Sergio Mantovani, il cappellano dei piloti

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MODENA.  A Marzaglia si è ripetuta la tradizione. Ieri è andata in scena la benedizione di auto e moto con tanto di giro in parata sul circuito. La data non era casuale. L’evento si è tenuto a un giorno di distanza del cinquantenario dell’ultima gara a quello che era l’Aeroautodromo di Modena, dove ora c’è il parco Ferrari, dove vinse il 21 marzo del 1976 quel Giacomo Agostini con la MV Agusta poi diventato quindici volte iridato.

L’omaggio a Don Sergio Mantovani

La giornata ha aperto la stagione motoristica in Autodromo con uno speciale ricordo don Sergio Mantovani, conosciuto come don Ruspa - il cappellano dei piloti nella chiesa di Santa Caterina dove si trova l’Ara dei Piloti. A organizzare l’evento con prove libere per le due e quattro ruote d’epoca e attuali il pilota Sandro Caprara del Moto Club GP Modena ex 2000 con lo staff dell’Autodromo.

Tanti i modenesi

Il paddock era affollato da tante moto e auto, provenienti da tutto il Paese con pezzi speciali delle moto di un tempo ed anche auto. Non sono mancati i modenesi, vedi la famiglia Brunini con le loro moto della collezione privata vedi Benelli e MV Agusta, ma anche il campione Claudio Lusuardi con un box pieno di Ducati e l’amico Maurizio Bombarda in sella a una moto con le slick. Ancora, Emiliano Pini, Geminiano Morselli da Soliera con la replica della Suzuki 750TR del 1975 ricostruita dallo stesso in 7, otto anni di ricerca e assemblaggio oltre a costruirsi i pezzi in casa. Lo stesso per Maikol Clò di San Cesario che si è presentato con replica della Suzuki RG 500 di Marco Luchinelli.

Piloti da tutta Italia

Poi il gruppo di Pesaro con le Norton del ’47, la 350 del ’53 e la 500 del ’59, i forlivesi con la AJS 7R 350 del ’54 che partecipò al mondiale e vinse, ma tanto altro era presente del patrimonio storico delle 2 ruote.

Non sono mancati i 50cc e gli 80cc da corsa così come non mancavano le presenze femminili a scendere in pista, così come non sono mancate le Vespe del Club Modena o le moto del Moto Club Modena per non dimenticarci dei biker con le Harley Davidson.

Salendo tra le 4 ruote anche in questa categoria si è spaziato dalla Topolino alla Ferrari passando dalla Fiat 1100 alla classica americana Cadillac per arrivare alle tuning piene di altoparlanti e musica a manetta.

La benedizione dopo la parata

Dopo i vari turni di prove libere in pista del mattino ci sono state appunto le parate con la benedizione del “motociclista diventato sacerdote” Don Giulio Migliaccio della parrocchia di Panzano di Castelfranco. Prima sono state le moto a fare la loro parata con un giro in pista, poi le auto hanno ricevuto la benedizione a seguire. La domenica in Autodromo ha dato il via alla stagione 2026.

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