Porro guida Modena nel derby di famiglia
Domenica al PalaPanini solo uno dei fratelli potrà festeggiare
MODENA. Nell’attesa di gara 5 dei quarti di domenica 29 marzo tra Modena e Piacenza, al PalaPanini si respira un’aria da tutto esaurito che non si avvertiva da diverse stagioni.
Si respira entusiasmo al Palazzo
Da qualche tempo sugli spalti sta prendendo forma qualcosa di quasi impalpabile, ma potentissimo: una ritrovata connessione emotiva tra squadra e pubblico, alimentata da un gruppo di giovani che sta riportando entusiasmo in una piazza abituata, negli ultimi anni, a nutrirsi più di ricordi gloriosi che di presente. Nonostante il buon cammino in stagione, per riaccendere il palazzetto è servita una serie playoff intensa, coinvolgente, capace di trascinare tutti dentro la partita.
Lotta tra fratelli a suon di “mvp”
È arrivata l’ora di voltare pagina e tra gli elementi del nuovo vento c’è senza dubbio Luca Porro, protagonista di una stagione che lo ha visto prendersi sempre più spazio e di una serie playoff che ha assunto contorni quasi narrativi. Con il fratello Paolo Porro, palleggiatore di Piacenza, si stanno affrontando a colpi di mvp assegnati gara dopo gara, riconoscimenti individuali di due modi diversi d’interpretare la leadership. Paolo, chiamato a Piacenza proprio per essere leader tecnico ed emotivo, è stato investito di responsabilità fin dal suo arrivo in Emilia, diverso è stato per Luca che quello “scettro” se l’è preso quasi in silenzio, senza proclami e senza che nessuno glielo chiedesse.
Lo ha fatto attraverso le prestazioni, la continuità, la capacità di assumersi rischi nei momenti decisivi. In campo la rivalità è autentica, Paolo non risparmia il fratello: ogni turno di battuta diventa un servizio mirato pronto a pungerlo, Luca risponde cercando il punto sul mani-fuori. È una partita nella partita, fatta di sguardi, sorrisi accennati e sane provocazioni tecniche. Nel modo di giocare dello schiacciatore c’è però qualcosa che va oltre numeri e statistiche: è la fiducia che riesce a trasmettere. Non a caso risulta essere sempre l’attaccante più servito, perché ormai si sa lui una soluzione prova a trovarla sempre e ancora più importante non la subisce mai.
Un gruppo giovane che vuole crescere
Da fuori i tifosi ne percepiscono la determinazione e la restituiscono in forma di sostegno continuo. Lo schiacciatore azzurro sembra avvertire in modo particolare l’energia del PalaPanini: la cerca con lo sguardo, la stimola, la trasforma in carburante emotivo, impadronendosi di un linguaggio modenese che tanti negli ultimi anni non hanno saputo parlare. Un leader è indispensabile, ma fa la differenza solo in un sistema in cui ogni tassello s’incastra al posto giusto. Accanto a Porro c’è un Davyskiba pronto a giocare il ruolo di equilibrio e solidità. In mezzo alla rete i giovani Mati e Sanguinetti stanno vivendo la serie con la spavalderia di chi non teme il palcoscenico.
C’è poi un Buchegger disposto a mettere sul campo tutto ciò che ha, senza risparmiarsi mai, mentre Tizi-Oualou, già proiettato verso un certo futuro da leader, oggi costruisce la propria autorevolezza affidandosi al gruppo. Fondamentale Perry, autentico regolatore del sistema modenese, capace di ripulire le imperfezioni del gioco. Attorno a loro una panchina viva, partecipe, pronta a sostenere e incidere in ogni momento. A prescindere da come finirà gara 5 più di una certezza già c’è: uno tra Luca e Paolo Porro continuerà il proprio cammino playoff e Modena sa di non restare a mani vuote perché tra le mani ha già il proprio presente e, soprattutto, il proprio futuro.
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