Il Modena ha il solito problema: la mancanza di continuità
Tolte le prime nove giornate, i canarini hanno sempre avuto alti e bassi di rendimento
MODENA. Vale la pena di citare nuovamente uno degli aneddoti più famosi del mondo del calcio: “Presidente, ci manca amalgama”. “Allora compriamolo”.
Sostituite ad "amalgama” il termine continuità e avrete trovato uno dei problemi principali del Modena attuale. Se qualcuno lanciasse questo messaggio a Carlo Rivetti, chiaramente il presidente del club gialloblù non risponderebbe come quel suo collega di tanti decenni orsono. La continuità, come l’amalgama, non si trova in nessun negozio, neanche nei moderni ipermercati e pare che neppure l’intelligenza artificiale sia in grado di dare indicazioni in questo senso.
Una partenza bruciante
La continuità di rendimento, ma soprattutto di risultati, perché alla fine della giostra nel calcio restano sempre la cosa più importante, il discrimine tra il giocare in una categoria o in una superiore o inferiore. La quale cosa fa tutta la differenza del mondo, almeno nel calcio. In ogni categoria, ma specialmente in un campionato come la Serie B, la continuità di risultati, ovviamente quelli positivi, quasi sempre diventa decisiva. Quest’anno il Modena ha conosciuto un solo vero periodo di continuità, quello tra prima e nona giornata, nel quale non ha subito sconfitte e ha inanellato 6 vittorie e 3 pareggi. Dopo nove turni la squadra di Sottil era l’unica imbattuta, comandava in solitudine la classifica con quattro lunghezze di vantaggio sulla coppia delle seconde (Monza e Cesena).
Un exploit favorito da una partenza sprintata al massimo, forse anche per cancellare il pessimo finale della stagione precedente, un exploit, ce lo ricordiamo tutti, sostenuto da una condizione atletica straripante che spesso ha fatto la differenza contro avversari che evidentemente avevano invece programmato con cadenze diverse la propria stagione.
Poi l’altalena di risultati
Nelle successive 24 giornate il Modena non è più riuscito a trovare periodi di continuità abbastanza lunghi da fare uno scatto, se non come quello iniziale, per lo meno più lungo di tre partite. E’ stato questo il parametro massimo per i gialli, il limite che finora ha impedito loro di stare a contatto con le prime quattro dell’attuale graduatoria. Quattro serie, ognuna di tre risultati positivi, è stata questa la massima continuità che è riuscita alla squadra gialloblù: dall’11esima alla 13esima giornata (1 vittoria, 2 pareggi), dalla 20esima alla 22esima (1 vittoria, 2 pareggi), dalla 24esima alla 26esima (3 successi consecutivi) e dalla 29esima alla 32esima (2 vittorie e un pari).
Nel suo ruolino di marcia ci sono anche due serie negative, cioè senza vittorie: dalla 27esima alla 29esima (1 pareggi e 2 sconfitte) e soprattutto dalla 17esima alla 19esima con tre sconfitte consecutive. Il vero periodo buio in cui, in appena tre partite, i gialli, che erano a due soli punti dalla zona promozione diretta, sono precipitati a -9. Detto ciò, non va però dimenticato che l’obiettivo del Modena quest’anno non è mai stato la promozione in Serie A, ma la qualificazione ai play off, e nonostante la mancanza di continuità di risultati, anche, va sottolineato, quando invece le prestazioni complessive ci sono state, la squadra di Sottil è pienamente in linea con i programmi. E’ che quell’inizio bruciante di campionato aveva un po’ illuso i tifosi, ma, a parte la gara interna col Padova e quella di lunedì scorso a Bari, i gialli, con i loro pregi e difetti, il proprio dovere l’hanno sempre fatto.
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