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«Basta piccole città in Serie A»: De Laurentiis fa l’anti-Sassuolo

di Gabriele Molteni

	De Laurentiis
De Laurentiis

La proposta del patron del Napoli per rilanciare il calcio italiano fa discutere: «Chi ha meno di 50mila abitanti non ha seguito e non garantisce introiti televisivi»

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SASSUOLO. Stanno facendo discutere le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis alla testata statunitense The Athletic. Nel corso di una lunghissima intervista, infatti, il presidente del Napoli ha pubblicamente rivelato quella che, secondo lui, sarebbe la ricetta ideale per far rifiorire il mondo del calcio dal punto di vista dello spettacolo, della visibilità e, inutile negarlo, degli introiti.

Le proposte

Tra le sue varie proposte, che vanno dall’accorciare la durata delle partite alle espulsioni a tempo, spiccano la creazione di una nuova Superlega, che avrebbe sostanziali differenze non meglio specificate rispetto a quella annunciata nel 2021, e il divieto per le squadre di piccole città di militare nelle massime serie. Tutte riforme volte principalmente ad aumentare le entrate dei club, sovrapponendo la salvezza del pallone a quella dei bilanci, sempre più sanguinanti, delle principali e più blasonate realtà calcistiche.

«No alle piccole città»

«Nel campionato italiano abbiamo troppe squadre -sono state le sue parole- Non si può avere una squadra di una piccola città con 50.000 abitanti. Perché quando la squadra gioca in tv, quante persone guarderanno? 3.000? 4.000? E la pubblicità? Perché le tv devono pagare un sacco di soldi per una partita del genere?». Una idea che si lega con il suo desiderio di ridurre il campionato a 16 squadre, sempre rigorosamente selezionate tra le città più popolose. «Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma si contenderanno sempre trofei o un posto in Europa, e poi ci saranno 10 squadre che lottano per evitare la retrocessione. Quindi devi avere almeno un milione di tifosi. Se ne hai 100.000 o 200.000 devi essere in un altro girone». Difficile che al Sassuolo, mai nominato chiaramente va detto, non siano fischiate le orecchie.

Le piccole realtà

Una visione che, per quanto coerente con l’intero piano proposto da De Laurentiis, cozza sensibilmente con la realtà che vediamo ogni giorno sui campi da calcio di tutte le categorie, in cui club di grandi realtà, se amministrati male, falliscono; mentre realtà più piccole, se virtuose, prosperano. D’altronde è la logica del merito che nello sport, a tutti i livelli, ha sempre prevalso, rappresentando quel barlume di pulizia in un ambiente spesso sporcato da chi ci orbita attorno. Probabilmente la stessa logica che appassiona i giovani di tutto il mondo, la cui attenzione, troppo spesso, si pretende di catturare con proposte stravaganti piuttosto che con un semplice agonismo sano e competitivo.

Sassuolo preso in causa

Il riferimento di De Laurentiis è stato generico, ma è chiaro che il Sassuolo abbia tutto il diritto di sentirsi preso in causa, in quanto piazza più piccola dell’attuale Serie A. Lo stesso vale per Monza e Frosinone che stanno disputando due straordinari campionati di Serie B e nutrono l’ambizione di essere promosse a fine anno. Cosa dovrebbe dire poi il Como, prossima avversaria dei neroverdi e squadra di una città di poco più di 80.000 abitanti che con idee, progettazione e un budget importante alle spalle si sta ritagliando uno spazio sempre più importante tra le big del calcio italiano? Sono più di dieci anni che il Sassuolo rappresenta una eccellenza per il nostro calcio ed un modello che andrebbe copiato, invece che cercare di escluderlo.