Grosso ha ricreato quella “magia”: il Sassuolo torna ai tempi di DiFra
Spogliatoio unito, colpi a effetto e intuizioni tattiche: così il clima in casa neroverde ricorda quello che ha portato l’Europa
SASSUOLO. Dopo la sorprendente vittoria del Sassuolo sul Como, i riflettori si sono accesi su Fabio Grosso, per il modo in cui ha saputo preparare una partita complicata, battendo un avversario che, nelle due occasioni precedenti, aveva letteralmente annientato la sua squadra.
Ma quella di venerdì non è la prima “impresa” del tecnico, i neroverdi hanno fatto sei punti contro l'Atalanta (vincendo anche in dieci contro undici), e hanno pareggiato in casa di Milan e Juventus, tanto per fare qualche esempio.
Alla base delle cifre c’è il gruppo
I numeri di questa stagione sono certamente frutto di un lavoro tattico importante, fatto con una rosa che ha valori tecnici notevoli, ma c'è qualcosa di più: il gruppo. Lo scorso anno il Sassuolo ha stravinto il campionato di Serie B e, contrariamente a quanto si dica, non era semplice, nonostante gli uomini a disposizione. Ricostruire da zero un ambiente e uno spogliatoio demoliti dalla retrocessione e gestire una rosa con tanti giocatori, farli sentire tutti partecipi del progetto, recuperando anche chi voleva fare le valigie: questo è stato il vero capolavoro di Fabio Grosso.
Per affrontare la Serie A sono arrivati parecchi innesti nuovi, provenienti da Paesi diversi, da realtà diverse e con esperienze del tutto diverse, da Matic e Idzes, da Garcia e Bakolà, e non è cambiato niente. Al Mapei Football Center si respirano serenità e unione, si gioca a freccette, con Matic re indiscusso, e ci si sostiene sempre, anche quando si è costretti alla panchina per questioni di inevitabili gerarchie.
Esempio lampante di tutto questo è Stefano Turati che, dopo aver preferito lasciare il neroverde nell'estate 2024, è rientrato dal prestito al Monza, fa il secondo alle spalle di Muric, eppure è il primo ad alzarsi dalla panchina per festeggiare un gol dei compagni, per incitarli o per protestare davanti a una decisione arbitrale discussa; contro il Como si è rimesso tra i pali, non succedeva dalla prima giornata contro il Napoli, e ha evitato in maniera miracolosa la doppietta di Nico Paz, mica facile se non giochi da mesi e mesi.
Nzola, schierato a sorpresa al posto di Pinamonti, ha sfoderato una prestazione incredibile, condita da gol e assist.
L’unità anche sui social
A testimonianza di questo clima positivo, ci sono anche i social che forse non dicono tutto, ma da cui si può intuire parecchio. Dopo la vittoria contro la squadra di Fabregas, quasi tutti i giocatori hanno postato qualcosa. Matic ha messo qualche foto del match accompagnata dall'inno del Sassuolo, Idzes ha commentato “Maestro”, Muharemovic “Doktor”, Volpato “Capo”, Vranckx “Tu sei un grande”. Muharemovic e Idzes si sono scambiati abbracci e complimenti a vicenda, segno che c'è intesa anche fuori dal campo. Laurientè ha scritto “grande vittoria in casa per la squadra” ricevendo i complimenti dei compagni. Non si vedeva un clima simile dai tempi di Di Francesco, il suo Sassuolo era così ed è per questo che è andato oltre le aspettative, fino all'Europa League, con dei valori tecnici inferiori rispetto a quelli visti in altre annate. Allora il leader era Magnanelli, la cui mancanza è stata forse sottovalutata. Ora c'è Matic a caricarsi il gruppo sulle spalle. Grosso ha ricreato la magia e questo conta, anche più della tattica.

