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L’iniziativa

I Falchetti a lezione dalle Zebre: quando il rugby è palestra di vita

di Nicolò Dorati
I Falchetti a lezione dalle Zebre: quando il rugby è palestra di vita

I big del club parmense giocano con i piccoli giocatori di Carpi

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CARPI. C’è un momento, nello sport, in cui i sogni prendono forma davanti agli occhi di chi li coltiva ogni giorno. Allo Stadio Rugby Carpi, tra palloni ovali, mischie e maglie biancorosse che si uniscono a quelle di una realtà d’élite, i bambini e i ragazzi del Rugby Carpi hanno vissuto una di quelle giornate destinate a restare per sempre nella loro memoria.

Un passaggio di testimone

Non solo un allenamento, ma un passaggio di testimone ideale, con sorrisi, aneddoti e la passione di chi parla la stessa lingua: quella del rugby. Lunedì 20 aprile l’impianto sportivo carpigiano ha ospitato alcuni giocatori delle Zebre Rugby Club, formazione parmense che rappresenta l’Italia nella United Rugby Championship e nelle principali competizioni europee, dalla Champions Cup alla Challenge Cup. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Zebre Legacy”, pensato per rafforzare il legame tra la franchigia e le altre realtà del territorio emiliano.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del vicesindaco e assessore allo sport Mariella Lugli, seguiti dallo scambio di maglie tra il presidente del Carpi Stefano Bolognesi e il team manager delle Zebre Giancarlo Maravaldi. Poi spazio al campo, vero cuore dell’evento: i giovani Falchi hanno preso parte a una seduta di allenamento unica, al fianco dei professionisti Pavan, Odiase, Da Re, Ribaldi, Prinsloo, Di Bartolomeo e Nocera.

I più piccoli sono stati protagonisti assoluti: curiosi ed entusiasti, hanno così potuto confrontarsi da vicino con campioni abituati a palcoscenici internazionali, ricevendo consigli e vivendo un’esperienza formativa davvero fuori dall’ordinario. Alla fine dell’allenamento non sono mancati autografi e fotografie, prima di ritrovarsi tutti insieme in clubhouse per il tradizionale “Terzo Tempo”, a concludere una giornata all’insegna dello sport e della condivisione.

Nocera torna a casa

Un ritorno a casa soprattutto per Matteo Nocera, che a Carpi ci è nato e ha passato gran parte della sua carriera giovanile. Il pilone destro ha mosso i suoi primi passi rugbystici proprio nel Rugby Carpi, per poi passare al Modena e, nel 2018, alle Zebre. Atleta di 194 centimetri per 126 chili, oggi Nocera è uno dei punti fermi del club parmense e ha fatto parte del giro della Nazionale maggiore. Come molti altri sport, anche per il rugby la stagione si avvia verso le battute finali.

Si chiude un’annata tutto sommato positiva per le Zebre, che hanno conquistato i quarti di finale di Epcr Challenge Cup. Il club parmense (insieme alla Benetton Treviso) ha rappresentato l’Italia nella United Rugby Championship, sebbene si ritrovi fanalino di coda in classifica. Dall’altra parte, inserito nel girone di Serie C Promozione, il Rugby Carpi è attualmente terzo e distante dalla vetta, posizione che rende complicato l’accesso alle fasi decisive per l’ascesa in Serie B.

Ma alla fine quando si parla di condivisione e sogni che si avverano, poco importano classifica e risultati. L’unione simbolica tra Zebre e Carpi è l’emblema di un rugby sano, capace di premiare i reali valori dello sport. Avverare i sogni di bambini e giovani ragazzi è un gesto che rende onore al club di Parma e sorride al futuro di un movimento sportivo in continua crescita e sviluppo.

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