La settima Champions League di Guidetti: «Ora voglio portare il Canada alle Olimpiadi del 2028»
Nuovo titolo con il VakifBank Istanbul per l’allenatore modenese: «Tornare in Italia? Nessuna previsione, vedremo come va»
MODENA. Un modenese sul tetto d’Europa (di nuovo). Giovanni Guidetti ha vinto la Champions League femminile di volley alla guida del VakifBank Istanbul, confermandosi uno degli allenatori più vincenti e influenti del volley mondiale.
Per il tecnico nato a Modena è l’ennesimo trionfo in una carriera costruita tra Italia, Germania e soprattutto Turchia, dove ormai è una leggenda. Una cavalcata fantastica.
Quali sono le sensazioni dopo la vittoria?
«Ce lo siamo meritati. Direi che ci piacciono le rimonte: abbiamo una squadra che non molla mai. Sono state così tante partite: eravamo sotto 2-0 con Milano, poi abbiamo vinto 3-2 e lo stesso al ritorno. Eravamo sotto con Fenerbahce e abbiamo rimontato anche nella finale scudetto. Con Conegliano sembrava già persa e anche lì non abbiamo mollato. È stata la stagione delle rimonte e del non mollare mai: direi che ha pagato».
Protagonista Tijana Boskovic, che con 33 punti in finale, ha conquistato il premio di Mvp del torneo e una Champions che mancava ancora nel suo palmarès.
«Non parlo mai dei singoli, ma è chiaro che con due attaccanti come Markova e Boskovic la pallavolo diventa un gioco molto facile. Sono felice per Tijana: aspettava questo momento da dieci anni e ha strameritato il premio Mvp».
Per lei è il 34° titolo in carriera e il settimo trofeo europeo: come fa a trovare sempre nuove motivazioni?
«Quando ti alzi ogni mattina e fai ciò che ti piace non serve motivazione: non puoi che essere grato alla vita».
Ma perché questa Champions è così importante?
«Perché è frutto di tante bellissime storie individuali. Ogni giocatrice, ogni membro dello staff: tutte storie diverse, che siamo riusciti a incastrare benissimo. È un libro che leggeremo per tutta la vita».
Lei è stato tra i primi a sposare il progetto turco: come lo può descrivere?
«Quello della pallavolo in Turchia è un movimento straordinario: le ragazze non possono andare a prendere un caffè perché vengono sommerse dai tifosi, per uscire dai palazzetti serve la scorta. È un movimento fatto di Nazionale e club molto forti, innamorato della pallavolo. Alcune giocatrici vantano milioni di follower sui social: è bello così».
Cosa l’ha spinta nel 2008 a volare in Turchia?
«Ho scelto di andare in Turchia perché amo le avventure: decisi di provare. Pensare che nel dicembre del primo anno volevo già tornare in Italia… Dopo 18 anni sono ancora lì, con una moglie e una figlia nata a Istanbul. L’Italia, Modena e la mia famiglia ovviamente mi mancano, ma allo stesso tempo sto molto bene qui al Vakif: siamo cresciuti insieme, lo sento un po’ mio».
La settima Champions e il diritto di un posto nel gotha della pallavolo, Guidetti si sente arrivato?
«Certo che no, sono un allenatore che vuole continuare a migliorarsi. Non mi interessano gotha e palmarès. Mi manca solo un successo a livello internazionale: da tempo sogno una medaglia olimpica e mondiale… ora l’obiettivo è portare il Canada a Los Angeles».
Tornando alla stagione appena chiusa, a chi si sente di dedicare questa vittoria?
«È una stagione magica, da incorniciare. Dedico la vittoria a papà, che nonostante gli acciacchi continua a sostenermi e darmi consigli. Se sono arrivato dove sono lo devo soprattutto a lui. La dedico anche a mia moglie e mia figlia, che sopportano e supportano la vita stressante di un allenatore stressato».
Ora si godrà la famiglia a Modena: programmi?
«Ci aspetta una cena da Europa92 con la famiglia, poi magari un aperitivo con gli amici storici. Non mancherà un po’ di pausa, con bevute e mangiate abbondanti in compagnia».
La domanda sorge spontanea: quando la rivedremo in Italia?
«Beh, torno spesso a Modena, mi potreste già incontrare (ride). Per il resto, non so predire il futuro, vedremo».
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