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Quando Ginestra cambiò la storia del Modena con un gol al 96’: Brescello, 25 anni dopo

di Andrea Lolli

	Il gol al 96' di Ginestra
Il gol al 96' di Ginestra

Il 6 maggio 2001 il ventunenne Ciro Ginestra gettato nella mischia nel finale da Gianni De Biasi, raccolse con caparbietà un cross di Paolo Mandelli e realizzò il gol che valse la promozione in Serie B

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MODENA. Ci sono momenti che possono cambiare il corso della storia, episodi che da un attimo all’altro danno una prospettiva diversa al futuro generando anche interrogativi che non avranno mai una risposta, il classico “e cosa sarebbe successo se”. Esattamente venticinque anni fa sul campo di Brescello accadde questo al minuto 96 di una sfida decisiva per la promozione in Serie B del Modena. Il ventunenne Ciro Ginestra (oggi tecnico del Guidonia Montecelio in Serie C) , gettato nella mischia nel finale da Gianni De Biasi, raccoglie con caparbietà un cross di Paolo Mandelli e sfruttando anche la sfortunata deviazione di un giocatore avversario realizza il gol più importante per mantenere il +2 sul Como e per la promozione che arriverà una settimana dopo al Braglia contro il Lecco da cui nascerà ufficialmente il mito della Longobarda.

Ginestra, che ricordo ha di quella giornata a 25 anni di distanza?
«È sempre emozionante parlarne anche dopo così tanto tempo, sono ricordi ancora vivi e vicini nonostante gli anni passati. Ricordo un mare di gente che da Modena era venuta a Brescello per questa partita che dovevamo vincere per forza ed era anche un derby. Abbiamo scritto la storia del Modena e assieme ai miei compagni anche oggi ricordiamo quei momenti nella chat con cui continuiamo a mantenerci in contatto. Per me e per la squadra fu un gol liberatorio per portare la città di Modena a vivere poi anche il sogno della Serie A».

Lei arrivò a Modena a gennaio e quel gol la fece diventare un mito per i tifosi.
«A volte non conta quanti gol si fanno e quante partite si giocano, ma basta essere protagonisti in determinate occasioni. Quel giorno, per la sorte o per il destino, mi sono trovato nel momento giusto al posto giusto. Disputai col Modena una mezza stagione e forse senza quel gol nessuno si sarebbe ricordato di me, ma il destino mi ha fatto entrare nella storia».

Lei sostituì Balestri nel finale, ricorda quei momenti?
«Li ricordiamo sempre con lui, ma anche con Legrottaglie, Milanetto, Veronese, Fabbrini e tutti gli altri. A volte ci sono anche degli sfottò perché capita che la gente mi ricordi più di altri che per il Modena hanno fatto molto di più. Era l’ultimo cambio in una partita bloccata e mister De Biasi mi chiese di provare a sbloccarla perché ero l’ultimo attaccante disponibile in panchina. Fu una doppia felicità per me e per lui visto che mi aveva già avuto alla Spal e mi volle lui al Modena».

La rete arrivò su assist di Mandelli, protagonista lo scorso anno in panchina con la prima squadra.
«Sono molto contento per Paolo, l’ho seguito lo scorso anno e sono contento che anche ora stia andando molto bene coi ragazzi. Quel cross scendeva come un campanile sul secondo palo, la prima idea fu quella di difendere il pallone per portarlo più vicino possibile alla porta e calciare. Pensavo fosse uno degli ultimi palloni della gara e forse feci anche il tiro peggiore della mia carriera, ma la deviazione col polpaccio dell’avversario mi regalò il gol».

E poi ci sono gli attimi dopo, con il placcaggio di Quaglia e la montagna umana su di lei con anche qualche tifoso.
«Ancora oggi non so come sono uscito vivo da quel marasma umano su di me. I compagni mi spinsero giù e non vidi più nulla poi quando mi rialzai notai tutta la gente in campo e intorno. Mi resi conto meglio di tutto solo rivedendo le immagini in video».

C’è qualche episodio curioso accaduto negli anni con tifosi modenesi che ha incontrato?
«In particolare no, ma di modenesi ne incontro sempre in spiaggia a Gallipoli dove vivo oppure in aeroporto e negli alberghi quando sono in trasferta. Tutti mi fermano per una foto e per ricordare quello che ho fatto».

Di recente, però, è arrivato un altro gol simile al suo, quello di Gagno.
«Per fortuna nel calcio capita prima o poi di fare sempre meglio. Il gol di Gagno ha riportato alla memoria Brescello e magari fra vent’anni ne capiterà ancora un altro. Posso comunque dire di essere ancora sul podio, ma prima o poi scenderò perché auguro al Modena una lunga storia e altre gioie così. Ho giocato a calcio tanti anni, ma ogni volta questo giorno mi fa tornare indietro nel tempo».

Che idea si è fatto di questo Modena di Rivetti?
«La squadra mi piace, vedo un’idea e un allenatore bravo come la società che sta facendo un ottimo lavoro anche coi giovani. Credo che per storia e pubblico Modena sia una piazza di Serie A, ma la Serie B è sempre difficile e lunghissima e quest’anno ci sono squadre un po’ più attrezzate. I playoff sono comunque una lotteria e spero che il Modena sarà protagonista».

È mai stato vicino ad un ritorno o le piacerebbe un giorno tornare da allenatore?
«In passato no, ma in futuro magari. Ho fatto quasi 100 panchine in Serie C e l’ambizione è quella di arrivare in queste grandi società. Sarebbe un po’ come chiudere un cerchio e non nego che ogni tanto ci penso perché è stato uno dei posti dove pur giocando poco sono stato benissimo. Sarà un percorso lungo e difficile, ma credo di essere sulla buona strada. Bisogna sempre studiare e aggiornarsi poi magari un giorno, chissà…».