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Il Modena è a un bivio: Rivetti deve scegliere

di Riccardo Panini
Il Modena è a un bivio: Rivetti deve scegliere

Tanti nodi da sciogliere, a partire dalla questione allenatore dopo l’uscita dai playoff

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MODENA. E adesso? Viene il difficile. Come!? – si potrebbe obbiettare – dopo una risalita dalla Serie C al primo tentativo con un calcio di rinvio del portiere, tre salvezze e un approdo ai playoff, cosa ci sarebbe di più complicato di così? Le scelte che proprietà e dirigenza gialloblù ora dovranno fare. Non saranno affatto semplici.

Gialloblù al bivio

Quello che si è presentato davanti al Modena martedì sera dopo la sconfitta amara contro la Juve Stabia è un bivio cruciale, un passaggio molto importante nella storia canarina della proprietà Rivetti. La crescita costante che il Modena ha avuto dal giorno della sua rinascita dopo il disastro-Caliendo e il fallimento è stata disegnata su un grafico nel quale, gradino dopo gradino, si è compiuto il ritorno al calcio che conta. Il “da dove veniamo” deve essere sempre tenuto ben presente per non rischiare di perdere mai contatto con la realtà, adesso però è davvero il momento del “dove andiamo”.

La struttura voluta dai Rivetti ha infilato le radici in profondità nel terreno di casa nostra: l’impianto dirigenziale del club, il settore giovanile, lo scouting, l’amore della gente ritornato forte e custodito da una proprietà coinvolta, sono valori solidi. Si tratta a questo punto di capire quale sarà il prossimo traguardo del Modena dopo questo sesto posto e il deludente playoff. Fino ad oggi è sempre venuto naturale indicare il miglioramento costante come aspirazione.

Il bilancio di Sottil

Guardandola così, non si può negare che Andrea Sottil abbia centrato gli obiettivi di inizio stagione, dal piazzamento agli spareggi fino alla valorizzazione di alcuni talenti importanti che Andrea Catellani e i suoi collaboratori hanno avuto il grande merito di scovare e mettergli a disposizione. Di numeri però ne sono stati fatti già abbastanza.

La statistica ha dominato questa stagione. Non c’è stato un solo dopo partita (e pure certe conferenze stampa pre-partita…) nel quale non siano saltati fuori i conteggi dei tiri, dei cross, del possesso e dei passaggi completati. Le valutazioni vanno oltre i numeri e tra l'altro restano solo due a contare davvero: quello dei gol subiti e dei gol fatti. Sui primi c’è una base che il tecnico ha costruito, per i secondi il grande vuoto.

Il calo dopo il Bari

Nel campionato appena concluso infatti, al Modena sono mancate due cose chiare: la fase offensiva e i suoi interpreti, ma anche una condizione atletica costante. Dopo la sosta di marzo in poi, la tenuta è andata in calando, aspetto questo che ha segnato pure la partita del playoff con la Juve Stabia.

Nell'ultimo mese e mezzo molti secondi tempi sono risultati complicati se non addirittura sofferti. Una sola vittoria dalla gara di Bari in poi, quella con la Reggiana, è il dato che ha segnato questo evidente affanno. Difetti da correggere. Per le punte ci sarà il mercato, per il resto toccherà ancora a Sottil?

A che passo procedere?

Il tecnico ha espresso la volontà di restare, Carlo Rivetti ha detto chiaro che cambiare e ricominciare da capo è pesante. Ecco il punto. Si tratterà di capire se, per la prossima stagione, la società vorrà salire solo di un altro gradino nel rispetto della politica dei piccoli passi, oppure se si sentirà pronta per provare ad alzare un po’ il mirino pur senza perdere di vista l’equilibrio gestionale.

Nel primo caso, con un attacco rifatto per la categoria capace di camuffare anche i momenti di difficoltà e i cali di rendimento, potrebbe pure esserci la continuità tenendo però presente che Sottil andrà in scadenza e questa spesso diventa una complicazione.

Nell’eventualità che invece il piano sia quello di ambire a qualcosa di più, come restare con le prime e magari giocarsi un playoff con fondate aspirazioni e non solo all’insegna del vediamo come va, allora le riflessioni sul progetto tecnico dovranno essere molto più profonde e inducono a pensare che un simile programma abbia bisogno di una gestione tecnica differente rispetto all’attuale. Decisioni cruciali ma anche urgenti.

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